L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

lunedì 18 ottobre 2010

Maricica Hahaianu è morta ,la donna aggredita nel metrò

E morta l’infermiera rumena Maricica Hahaianu , 32 anni, madre di una bambina , lei è morta ,è morta il bullo italiano , un violento con precedenti specifici, la giustizia italiana è tenera. Egli sta comodamente a casa sua e gli viene permesso di chiedere scusa alla sua famiglia.

Chi ricorda la storia per omicidio di Vanessa Russo uccisa dalle ragazze romene con l'ombrello nella metro di Roma nel 2007 ?

Non era andata così per l’omicidio di Vanessa Russo, una ragazza italiana uccisa preterintenzionalmente nel 2007 sempre nella metropolitana di Roma, in un’analoga lite per futili motivi, dall’immigrata romena Doina Matei.
La romena Doina Matei fu arrestata immediatamente e fu celermente condannata al massimo della pena, 16 anni. Contro di lei furono applicate tutte le aggravanti e non le fu riconosciuta nessuna attenuante.

Tutto ciò nonostante vari testimoni confermassero la casualità dell’esito della lite e della colluttazione (la morte orribile fu prodotta dalla punta di un ombrello conficcato in un occhio) e l’autopsia di Vanessa Russo, anche lei una ragazza difficile, confermò che questa fosse sotto l’effetto congiunto di cocaina, morfina e metadone ed ebbe la peggio in una rissa della quale era corresponsabile.

In quel periodo vi fu un uso chiaramente politico dell’evento, allarme sicurezza, allarme immigrazione.

Oggi una donna romena è morta , sempre nella maledetta metropolitana e colui che le ha tolto la vita è un italiano che se ne sta comodamente a casa sua invece di trovarsi in carcere come è successo per la ragazza romena condannata a 16 anni nel 2007
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giovedì 14 ottobre 2010

Immigrati italianizzati

2010-10-13


Nel 2009 le acquisizioni della cittadinanza italiana da parte degli immigrati sono cresciute del 10,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 59.369, soprattutto grazie a matrimoni. Gli stranieri che risultano essere nati nel nostro Paese, alla data del primo gennaio 2010, sono 572.720, il 13,5% del complesso degli stranieri residenti e il 10,4% in più rispetto all’anno precedente. È quanto emerge da uno studio Istat che precisa inoltre come i cittadini stranieri residenti in Italia (sempre al primo gennaio 2010) siano più di 4 milioni e 200 mila, pari al 7% dei residenti complessivi. Al primo gennaio 2009, gli immigrati erano invece il 6,5%. Gli stranieri sarebbero aumentati durante il 2009 di oltre 340 mila unità. L’Istat aggiunge che è “un incremento ancora molto elevato, sebbene inferiore a quello dei due anni precedenti”. Aumento inferiore a quelli del 2007 e del 2008 per via “della diminuzione degli ingressi dalla Romania”.

Jacopo D'Andrea.

http://www.metronews.it/
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Milizie serbe invadono Genova. Via Maroni

di Massimo Donadi

http://www.ilfattoquotidiano.it

Dopo quanto accaduto ieri a Genova, Roberto Maroni deve dimettersi perché “inadeguato” a guidare un dicastero così importante e strategico come il ministero dell’Interno. Le immagini ed i filmati parlano chiaro. Una serata di paura e di follia, una notte di guerriglia, una città messa a ferro e fuoco e tanta paura tra gli spettatori inermi, tra cui 1000 pulcini della scuola calcio.

Ieri sera, la sicurezza ha fatto flop. Nessuno, per favore, a cominciare dal ministro Maroni, parli di fatti imprevedibili. Lunedì, due giorni prima, la polizia serba avevano inviato ai colleghi italiani un rapporto riservato in cui si preannunciava l’arrivo di 300-400 ultrà serbi con l’obiettivo infiltrarsi tra gli altri tifosi e mandare all’aria la partita. La pericolosità dei ‘tifosi’ serbi è nota in tutta in tutta Europa. Sono organizzati in gruppi paramilitari ed hanno avuto ruoli terribili nel corso delle guerre balcaniche. Il nome del comandante Arkan fa ancora tremare. Nonostante tutto questo è stato permesso loro di entrare in Italia. Nonostante il rapporto dettagliato della polizia serba, nonostante le nostre autorità fossero state allertate, il ministro dell’Interno non ha ritenuto opportuno e doveroso mettere in campo stringenti misure di sicurezza. Solo la professionalità delle forze dell’ordine ha impedito incidenti ancora più gravi e vittime innocenti.

Di cosa staremmo a parlare oggi se anche solo uno dei nostri concittadini avesse pagato per questa assurda notte di follia? Come è potuto accadere che ultrà segnalati dalla polizia e conosciuti in tutt’Europa siano entrati nello stadio armati fino ai denti, con coltelli, fumogeni e tronchesi per tagliare comodamente le reti?Ai tifosi italiani, come era giusto che fosse, è stata imposta la tessera del tifoso e sono sottoposti ogni domenica a controlli rigorosi e severi per accedere negli stadi. Ogni domenica, migliaia di poliziotti sono impegnati nei nostri stadi per far sì che il calcio, lo spettacolo più bello del mondo, possa svolgersi nella più totale serenità ed incolumità di migliaia di tifosi e famiglie appassionate. Cosa è successo ieri sera? Chi ha sottovalutato l’arrivo di 400 pericolosissimi ultras? Vogliamo la verità, vogliamo che siano accertate le responsabilità di ciascuno. A cominciare da quelle del ministro Maroni.
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martedì 12 ottobre 2010

Tifosi serbi fermano la partita Italia - Serbia

La vergogna di Marassi: solo un serbo affossa un serbo

Contro i gay, contro il Kosovo indipendente, contro gli italiani, i croati, i musulmani. Contro loro stessi. I nazionalisti serbi scrivono un’altra pagina di imbecillità e intolleranza allo stadio Marassi di Genova. Dalle tigri di Zeljko Raznjatovic detto Arkan, capo ultras prima e criminale di guerra poi, poco è cambiato nel paese che ancora vanta come eroi nazionali Karadzic e Mladic. Un paese che dovrebbe, per cultura e tradizione, aspirare all’Europa e invece si crogiola nella sua presunta unicità con sfoggi delinquenziali.

Della sera di Genova resterà un tizio con il passamontagna nero in testa che fa i suoi porci comodi in curva ospiti alla guida delle masse cetniche. Resterà lo spettacolo disgustoso dei giocatori serbi che vanno sotto la curva ad applaudire i loro fan mostrando il tre, simbolo della Grande Serbia. Resterà l’immancabile tocco di barzelletta a cura dei nostri telecronisti che scambiano il segno dei nazionalisti (le tre esse: solo un serbo aiuta un serbo) per un ipotetico 3-0 a tavolino. Resterà la penosa giustificazione di Dejan Stankovic: li volevamo calmare, non li abbiamo applauditi (sì, Dejan, c’è la prova tv). Resterà la sintesi, molto terra terra, del nostro portiere: non c’avevo voglia di prendere un fumogeno in faccia.

Dispiace per chi non c’entra ma qui c’entra troppa gente, come quando c’era la guerra in Jugoslavia. E allora l’unica è fare come agli Europei del 1992. Non 0-3 a tavolino, non penalizzazione. Buttarli fuori dal torneo. E magari regalare al capoultras serbo un soggiorno premio a Marassi. Marassi il carcere, si intende, non lo stadio

fonte http://turano.blogautore.espresso.repubblica.it
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Le Cie in Italia - Centri di identificazione in Italia

29 strutture per accoglienza immigrati in Italia, 7.653 posti, 13 i Cie


Sono complessivamente 29 le strutture per l'accoglienza degli immigrati presenti in Italia, per un totale di 7.653 posti a disposizione. Dai dati pubblicati sul sito internet del Viminale emerge che di queste 13 sono Centri di identificazione ed espulsione (Cie), con 1.920 posti disponibili; 7 sono Centri di accoglienza (Cda, quello di Bari e' anche Cara, mentre quelli di Lampedusa e Cagliari sono anche Centri di prima accoglienza) con 4.200 posti, 5 sono i Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) che possono ospitare 998 immigrati. A questi si aggiungono altri quattro centri, tutti in provincia di Trapani, che sono sia Cda sia Cara, per un totale di 535 posti a disposizione. Ecco nel dettaglio dove sono i centri e come sono divisi.

- CIE Bari (Bari Palese) 196 posti Brindisi (localita' Restinco) 83 Bologna (caserma Chiarini) 95 Caltanissetta (Pian del Lago) 96 Lamezia Terme (contrada Spano') 75 Crotone (localita' Sant'Anna) 124 Gradisca d'Isonzo (via Palmanova) 248 Lampedusa (base Loran C) 200 Milano (via Corelli) 132 Modena (localita' S.Anna) 60 Roma (Ponte Galeria) 364 Torino (corso Brunelleschi) 204 Trapani (Serraino Vulpitta) 43 - CDA Bari (Cda/Cara Bari palese) 994 Brindisi (localita' Restinco) 128 Caltanissetta (Pian Del Lago) 360 Crotone (localita' Sant'Anna) 978 Foggia (borgo Mezzanone) 716 Lampedusa (localita' Imbriacola) 804 Cagliari Elmas (aeroporto militare) 220

- CARA Caltanissetta (Pian del Lago) 96 Crotone (localita' Sant'Anna) 256 Foggia (borgo Mezzanone) 198 Gradisca d'Isonzo (via Palmanova) 138 Trapani (Salina Grande) 310

- CDA + CARA Trapani (Mazara del Vallo) 100 Trapani (Valderice) 200 Trapani (Marsala) 114 Trapani (Castelvetrano) 121.


fonte dati Ansa.it
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Stranieri istat 2010 - La popolazione straniera acresce

Un articolo da Ilgiornale.it

Italia, è boom di stranieri nel 2009 quattro milioni

Rispetto al 2008 sono l'8,8% in più, il 7% del totale della popolazione. La metà di loro viene dall'Est europeo, ma aumentano anche asiatici e peruviani, soprattutto per la regolarizzazione del lavoro domestico. Il 60% vive al Nord-

Milano - Sono 4.235.059 (il 7% della popolazione) gli stranieri residenti in Italia al 1 gennaio 2010. Lo rileva l’Istat, sottolineando che a gennaio 2009 rappresentavano il 6,5%. Il numero di stranieri è quindi aumentato dell'8,8% (ben 343.764 cittadini in più), un incremento ancora molto elevato, anche se, a causa soprattutto della dimunuzione degli ingressi dalla Romania, inferiore a quello dei due anni precedenti (+16,8% nel 2007 e +13,4% nel 2008). I minori sono 932.675, il 22% del totale degli stranieri residenti. Di questi circa 573mila sono nati in Italia, mentre la restante parte è giunta nel nostro paese per ricongiungimento familiare.

La metà viene dall'Est Circa la metà dei residenti stranieri (2 milioni e 86mila individui pari al 49,3% del totale) proviene dai paesi dell’est europeo: in particolare, circa un quarto proviene dai Paesi Ue di nuova adesione (1 milione e 71mila, escludendo Cipro e Malta, fra cui 888mila dalla sola Romania); un altro quarto (1 milione e 15mila) è rappresentato dai cittadini dei Paesi est-europei non appartenenti all’Ue. Anche la metà di quelli che hanno preso la residenza nel corso del 2009 viene dall'est dell'Europa: quelli dei Paesi Ue di nuova adesione sono cresciuti complessivamente di circa 105 mila unità (+10,9%), mentre quelli dei Paesi non facenti parte dell’Unione sono aumentati di 76mila unità (+8,1%).

Crescono anche asiatici e peruviani I cittadini dei Paesi asiatici, invece, sono complessivamente cresciuti di 71mila unità, con un incremento relativo del 11,6%. Nel corso dell’ultimo anno, inoltre, i Paesi che hanno mostrato l’incremento più rapido appartengono all’Europa dell’est e al subcontinente indiano: tra i principali, nell’ordine, +18,1% la Moldova, +17,1% il Pakistan, +15,3% l’India e +13,1% l’Ucraina. Da sottolineare, infine, l’incremento del 13% dei cittadini del Perù, dovuto probabilmente alla regolarizzazione in corso dedicata al lavoro domestico, che spiega anche il notevole aumento dei cittadini della Moldova.

La maggior parte risiede al Nord, ma crescono gli stranieri al Sud Oltre il 60% dei cittadini stranieri residenti in Italia risiede nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il restante 13,1% in quelle del Mezzogiorno, anche se nel 2009 la popolazione straniera è cresciuta più intensamente nelle regioni del Sud rispetto alle altre. Soprattutto i cittadini rumeni e bulgari, infatti, preferiscono il Mezzogiorno, dove il numero di residenti provenienti da Romania e Bulgaria è cresciuto del 20%, rispetto al resto d'Italia (+10%). Stessa dinamica anche per chi viene da Marocco e Sri Lanka, in numero maggiore del 3-5% rispetto a quello registrato nel Centro-Nord.

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lunedì 11 ottobre 2010

Il Papa Benedetto XVI per un dialogo tra ebrei e musulmani

Il Papa Benedetto XVI per un dialogo tra ebrei e musulmani

Proseguire il dialogo con ebrei e musulmani, ha detto oggi Benedetto XVI, e i cristiani devono poter vivere in Terrasanta. L'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, ha spiegato aprendo i lavori in piazza san Pietro, rappresenta 'un'occasione propizia per proseguire costruttivamente il dialogo con gli ebrei, ai quali ci lega in modo indissolubile la lunga storia dell'Alleanza, come pure con i musulmani'.
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domenica 10 ottobre 2010

Per Sarah Scazzi si seguì la pista dei romeni


Su Sarah Scazzi si voleva perfino indagare sulla badante romena , la badante della nonna di Sara.

Molti giornali, dopo 10 giorni dalla scomparsa di Sarah, scrivevano sulla badante romena e di un suo coinvolgimento.

Ecco cosa scrivevano i vari Giornali sulla povera badante

-da italia-news.it
Sospetti e dubbi riguardo alla donna romena e sul fratello che nel mese di agosto avrebbe trascorso un breve periodo ad Avetrana per poi ritornare in Romania. Ma la donna si difende e dice che lei e il fratello sono venuti in Italia per lavorare e non per rubare persone. A distanza di tre settimane dalla sua scomparsa è ancora tutto avvolto dal mistero e Sarah sembra essere svanita nel nulla.


-invece su socialpost.info il 17 settembre 2010 si scrive
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Sarah Scazzi: sospettata la badante rumena
Ed è proprio sulla badante rumena che si stanno concentrando i sospetti. Ma la donna si difende: “Io non ho paura. Non c’entro niente“.

Ciò che fa puntare gli occhi sulla donna dell’est è il fatto che questa avrebbe passato un breve periodo ad Avetrana, proprio ad agosto, per poi ripartire per la Romania.

“Io e mio fratello siamo qui per lavorare, non per rubare o sequestrare persone!” – ha continuato la badante, piuttosto offesa dalle accuse – “i vostri sospetti sono assurdi!”.
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Molti e molti giornali parlavano della banda dei romeni oppure di immigrati che potessere aver rapito la povera Sara. Invece il delinquente era in famiglia ed era suo zio


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Alemanno: "Troppe associazioni vivono alle spalle delle comunità immigrate

Il sindaco di Roma Ganni Alemanno ha detto la seguente frase: "Troppe associazioni vivono alle spalle delle comunità immigrate.
Il sindaco fa già campagna elettorale per delle probabili elezioni nazionali ?
Questa frase fa veramente pensare e a capire se realmente questa frase fosse buttata giu tanto per farsi sentire e fare gia campagna elettorale.

Il sindaco si e' anche soffermato sulla questione della cittadinanza sostenendo che "il fatto veramente grave e' che i 10 anni necessari per ottenerla sono totalmente ipotetici per colpa della burocrazia e dei ritardi".

Il sindaco Alemanno si è dimenticato di dire che molte associazioni si autofinanziano e quindi non chiedono soldi agli immigrati e che diffendono i diritti dei lavoratori stranieri.

Diritti che oggi gli immigrati in Italia non hanno.
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sabato 9 ottobre 2010

La telefonata tra Nicola Porro e Arpisella su Emma Marcegaglia

Il 16 settembre Rinaldo Arpisella, portavoce di Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria), dopo la pubblicazione di un editoriale del direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, dal titolo: "Gli italiani vogliono la verità su Fini. Con buona pace della Marcegaglia...", chiama il vicedirettore del Giornale Nicola Porro che poco prima aveva inviato allo stesso Arpisella il seguente sms: "Domani super pezzo giudiziario sugli affaire della family Marcegaglia".


Il video

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giovedì 7 ottobre 2010

Sarah Scazzi 15 enne violentata e uccisa dallo zio- Una storia orribile

Su Sara Scazzi si voleva perfino indagato sulla badante romena della nonna di Sara.

Quarantadue giorni dopo la scomparsa di Sarah Scazzi, la 15enne sparita da Avetrana in provincia di Taranto lo scorso 26 agosto , è stata ritrovato il suo cadavere dopo la confessione dello zio: l'ha uccisa dopo averla violentata. Sarah esce da casa alle 14.30 del 26 agosto. Poichè non ha credito sul suo cellulare, come sua consuetudine fa uno squillo convenzionale sul telefono della cugina Sabrina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi Vico II, dove abita Sarah, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, occorre camminare 500-600 metri. Bisogna percorrere un serpentone di strade, deserte per la calura estiva, alla periferia della città. Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa dall'amica Mariangela che guida l'auto con la quale le tre ragazze devono raggiungere il villaggio Aurora per rimanere in spiaggia il pomeriggio. Sabrina vede che Sarah non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada.Da quel 26 agosto poi non si seppe piu nulla di Sara. Tante ipotesi e tantepiste erano state prese in considerazione.
Alcuni giornalisti si trovavano a mettere in dubbio la possibilità che fesse stata coinvolta la badante romena.

Invece si è scoperto che lo zio che doveva educarla e vederla crescere e vederla sposare un giorno le ha tolto la vita.

video della diretta di Chi l'ha visto

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mercoledì 6 ottobre 2010

Luca Zaia : gli immigrati in Italia non servono

Luca Zaia :"Il Veneto non ha bisogno di una sola persona in più. Ci bastano quelli che ci sono già. Gli immigrati devono restare a casa loro".


Il governatore Luca Zaia torna alla carica dopo un duplice omicidio di Padova di maghrebini, dove quest'ultimi si erano uccisi tra di loro e che non possono rappresentare sicuramente tutta la comunità di magrebini in Italia.
Tra l'altro divide e distingue le etnie in due categorie :i buoni e i cattivi.

Intanto gli immigrati protestano e che non si riconoscono nelle parole di Zaia.

Molti italiani intervistati da Radio Radicale ritengono che gli immigrati sono utili in Italia e che devono avere gli stessi diritti dei lavori italiani.

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Cinque incontri alla scoperta dei “nuovi italiani”

Attualità - Ivrea - 06/10/2010
Cinque incontri alla scoperta dei “nuovi italiani”
di Federico Bona


“I nuovi italiani, e una nuova Italia”: è questo il titolo di una serie di cinque incontri organizzati dalla Casa delle culture "Giuliana Karunanayake", in occasione del 150° “compleanno” della nazione.

«Ci è parso significativo – spiega Armando Michelizza, della Casa delle culture -creare delle occasioni di incontro ravvicinato fra persone che vivono spesso molto vicino, fanno parte della stessa comunità, ma non hanno occasione di conoscere le rispettive aspettative, preoccupazioni, idee. La nostra speranza è di contribuire alla reciproca conoscenza e, attraverso ciò, alla riduzione di paure e diffidenze e, invece, alla crescita della cooperazione e della partecipazione alla costruzione di una comunità di tutti».

Tutti gli incontri si terranno in sala Santa Marta, a partire da dopodomani, venerdì 8.

Il primo appuntamento, dopodomani, alle 17.30, è con Tarik Benlamine Presidente del Centro Culturale Islamico di Ivrea, sul tema “Non ci siamo mai incontrati: non è forse ora?”.

Si prosegue, venerdì 22 ottobre (ore 21), guardando al mondo dei giovani: “Adam, Edlira, Jean Marie…: la seconda generazione. Essere giovani, figli di immigrati, nell’Italia del 2010”.

Yassine Lafram, dirigente nazionale dei Giovani Musulmani d’Italia sarà l’ospite della terza serata (venerdì 5 novembre, ore 17.30), che parlerà di “L’Islam che desideriamo in Italia e in Europa”.

Il 19 novembre (ore 21), sarà la volta di Muin Masri, scrittore, palestinese, informatico, residente in Canavese dall’85. Tema dell’incontro “Io sono di là, e anche di qua”.

Ultimo appuntamento con il tema di estrema attualità, “Cittadinanze imperfette. Rom e Sinti in Italia”, con l’antropologa Carlotta Saletti Salza.

fonte : http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=66079
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martedì 5 ottobre 2010

Alle elezioni comunali di Milano ci sarà una lista di nuovi italiani

Alle prossime elezioni comunali di Milano correrà anche una lista formata prevalentemente da nuovi cittadini, immigrati che sono diventati italiani.

Lo ha confermato oggi Abdelhamid Shaari, presidente dell'Istituto culturale islamico di viale Jenner, ai microfoni di CNRmedia, sottolineando che “non sarà una lista islamica, ma laica. Non è certo una lista contro gli italiani”.

Secondo Shaari, “non importa se non eleggeremo dei rappresentanti, quello che conta è dare la possibilità a tutti gli stranieri di sentirsi parte integrante della città". I candidati arriveranno da ogni parte del mondo: “sudamericani, cinesi , filippini, chi più ne ha più ne metta, siamo un po’ come all’Onu, ma sarà una lista aperta a tutti, anche agli italiani".

Il nome della lista è ancora provvisorio, “Milano Nuova”, e solo tra qualche giorno se ne conoscerà il programma. “I punti del programma - anticipa però Shaari- riguarderanno tutta la città di Milano, quindi immigrati e italiani”.

Mancano ancora programma e lista, ma centrodestra già insorge.

"I continui proclami di Shaari sulla creazione di una lista civica islamica alle prossime elezioni comunali di Milano evidenziano come la stessa comunita' islamica continui a confondere la questione religiosa con quella politica, allontanando di fatto ogni possibilita' di instaurare un dialogo serio e costruttivo'' commenta Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia. “Ci auguriamo di non ritrovarci in consiglio comunale un nuovo Mohamed Game”chiosa invece il segretario provinciale della Lega Nord a Milano Igor Iezzi.

“Dopo la richiesta di una moschea, tornata agli onori della cronaca di questi giorni, Shaari e i suoi amici vorrebbero, forse, rifilarci un programma elettorale in cui la Sharia sia alla base dei nostri ordinamenti e la religione islamica imposta per legge? Si vuole forse che per le strade delle nostre citta' scorazzino liberamente gli immigrati clandestini? Immaginiamo che la lapidazione delle donne adultere sia previsto nel programma del partito…" dichiara Romano La Russa, coordinatore provinciale del Pdl.
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venerdì 1 ottobre 2010

Don Elisée Ake Brou ieri clandestino, oggi prete

E' arrivato in Italia da clandestino, ha fatto vari mestieri: il posteggiatore, il lavavetri, il badante, oggi è un sacerdote. Si chiama Don Elisée Ake Brou. Una storia simile a quella di migliaia di immigrati alla ricerca di un futuro migliore in un paese straniero.

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Permesso soggiorno: nuovi disagi per gli immigrati

Continua a crescere il disagio per gli immigrati che chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per via telematica perché, da diverse settimane, il software di Poste italiane per compilare le domande non funziona correttamente ed a causa di questo disservizio sono nate file interminabili agli sportelli dei Comuni. Ricordiamo che in virtù della convenzione stipulata tra il Ministero dell'Interno e Poste Italiane SPA a partire dall'11 dicembre 2007 le istanze di rilascio del permesso e carta di soggiorno devono essere presentate dall'interessato presso gli Uffici Postali abilitati e che da circa un anno è possibile richiedere il rilascio del permesso per via telematica in modo da accorciare i tempi ed evitare tutta la trafila burocratica.Il problema ‘tecnico’ occorso al software, tuttavia, non sembra rappresentare una novità. Da quanto si legge sul portale “Stranieri in Italia”, infatti, in passato il sistema si era già inceppato richiedendo spesso l’intervento dei tecnici che riuscivano, entro un paio di giorni, a risolvere l'inconveniente; nelle ultime settimane, in particolare dopo la fine dell’estate, questi problemi tecnici sono diventati sempre più frequenti e al momento la questione non sembra di immediata risoluzione. In una nota redatta dall’ Ancitel, la rete dei comuni italiani che supporta la pubblica amministrazione locale e che coordina tecnicamente gli sportelli dei Comuni, è stato informato il Ministero dell’Interno su tali disfunzioni e sugli effetti che queste stanno avendo. Molti operatori infatti, si legge sempre dal portale Stranieri in Italia, sono costretti a compilare le domande a mano, impiegando parecchio più tempo anche perché gli sportelli non sono in possesso dei moduli cartacei necessari e di conseguenza i cittadini stranieri sono costretti a recarsi prima presso un ufficio postale, tornare quindi allo sportello del Comune in questione per la compilazione, e recarsi infine nuovamente alle Poste per inviare il tutto.

A denunciare la situazione è anche l’Inca Cgil, Istituto confederale di assistenza attivo nell’ informazione, consulenza, tutela dei diritti previdenziali, sociali ed assistenziali.Sul sito dell’associazione si legge come, da diverse settimane, continuino a riscontrarsi interruzioni sul servizio che portano ad un allungamento spropositato dei tempi di attesa per il permesso di soggiorno; a farne le spese, come ovvio, migliaia di stranieri che rischiano di presentare la domanda oltre i tempi previsti dalla legge ritrovandosi catapultati quindi in una situazione di irregolarità ed illegalità.

fonte : www.laveracronaca.com/
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In Svizzera campagna contro italiani e romeni

La Svizzera punta il dito contro i lavoratori stranieri nel loro territorio e lo fa con una pubblicità che fa discutere.

I 45 mila lavoratori italiani in Svizzera, vengono stigmatizzati con tre ratti che personificano rispettivamente: Fabrizio, lavoratore che viene da Verbania ed è un piastrellista, il ratto romeno Bogdan, la cui professione non è specificata ma la mascherina sugli occhi e il sacco con la "refurtiva lasciano poco spazio all’immaginazione". Infine il ratto Giulio che di mestiere fa l'avvocato, è lombardo e gira con uno scudo su cui sono disegnante tre vette alpine (allusione evidente al Ministro Giulio Tremonti).


“Il trio di ratti” sta animando un gruppo su Facebook che di ora in ora sta aumentando il numero di iscritti; il che dimostrerebbe il crescente xenofobismo nel Canton Ticino contro gli italiani e non solo.

L’idea è nata dal titolare di un agenzia pubblicitaria locale, Michel Ferrise, che al giornale web Tio.ch non svela l’identità del mandante della campagna ma spiega che la scelta dei ratti è stata fatta perché “sono qualcosa di spregevole ma la nostra non vuole essere una lotta contro tutti, vogliamo solo dare più spazio a questo problema”.

Ecco dunque che nella già discussa campagna pubblicitaria, sono svelati tutti i timori dei lavoratori svizzeri: oltre al lavoro sottratto dagli italiani (il ratto piastrellista) anche i soldi scappano in Italia grazie allo scudo fiscale del ministro Tremonti (ratto con lo scudo che raffigura tre vette alpine) e infine l’aumento della criminalità rappresentato dal ratto romeno Bogdan che “ruba il formaggio”.

Il razzismo dilaga oltre le alpi , questa volta i padani sono ritenuti immigrati.
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Bonus bebé anche a stranieri , lo ha deciso il giudice

Il Comune di Tradate, in provincia di Varese, amministrato dal sindaco leghista Stefano Candiani, dovrà versare il bonus bebé da 500 euro anche alle famiglie dei bambini “iscritti all’anagrafe del comune stesso dal 2007 in poi” che “abbiano almeno uno dei genitori residenti a Tradate da almeno 5 anni”, ossia anche ai figli degli immigrati, che abbiano i requisiti richiesti.

Lo ha deciso il Tribunale di Milano, che ha respinto il ricorso presentato dal comune del Varesotto, che nel 2007 aveva deciso di non assegnare il contributo ai figli di immigrati per “tutelare gli italiani e chi si inserisce in Italia ottenendo la cittadinanza”.

Il giudice ha ritenuto discriminatoria la norma. Il sindaco ritiene però che la sentenza sia stata “spinta solo da motivazioni politiche”.
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Bledar Vukaj ucciso nel 2003 - omicidio senza indagini

Il caso di Bledar Vukaj, morto in circostanze non risolte il 25 marzo 2003.
Bledar era un ragazzo albanese , giocava a football americano. E stato ucciso e tutt'oggi la sua famiglia non ha avuto giustizia.

La mattina del 25 marzo 2003, alle porte di Casalmaggiore (Cremona), un pescatore ha trovato il corpo senza vita di Bledar Vukaj, 22 anni, promessa della squadra di football americano dei Phanters(squadra di Parma).



un articolo che ne racconta la storia


http://sdp80.wordpress.com/2010/07/02/bledar-vukaj-omicidio-senza-indagini/

Bledar Vukaj un ragazzo di 22 anni morto in circostanze tutte da chiarire. Dalle cronache del 26 marzo 2003: “Un cadavere sotto il ponte. Sembra un suicidio, ma l’omicidio non è escluso” Da subito dubbi, perché? Bledar era una promessa del football americano, giocava nella squadra dei Phanters, il giorno prima del suo ritrovamento era contento per un articolo con la sua foto su una rivista. Il 24 marzo uscito dal lavoro ha due incidenti. Lungo la via Emilia avrebbe eseguito un sorpasso azzardato: supera una Fiesta rossa e rientra repentinamente per il sopraggiungere di un veicolo nel senso opposto di marcia. Con questa manovra avrebbe urtato lo specchietto sinistro. Bledar chiama il suo dirigente Paolo Magri, questi dichiara: “Bledar si è fermato, ma l’autista della Fiesta si è avventato sulla Golf colpendo con pugni il finestrino, non reagisce e si allontana, ma viene seguito dall’autista della fiesta. Bledar arriva alla rotonda di Pontetaro, dopo averla imboccata urta con la parte anteriore sul lato sinistro una Fiat Palio che si è immessa senza aver rispettato la precedenza. Bledar scende ma è ancora inseguito e fugge ancora perdendo la targa che consente l’identificazione ai carabinieri di Fontanellato il cui intervento è stato chiesto dai due automobilisti. Da quel momento solo Paolo Magri parla con Bledar. I suoi genitori non lo sentiranno e non lo vedranno più. Non ci sono messaggi, neanche per una famiglia sarda disagiata che Bledar aiutava economicamente.

Le versioni dei due automobilisti collidono con le perizie dell’assicurazione e con le foto dei rilievi. La Fiesta rossa ha danni a destra, c’è un’ampia strisciata. Bledar ha danni sulla parte anteriore destra e non ci sono segni rossi né da una parte né dall’altra, inoltre in quella zona non ci sono guardrail o altri delimitatori. Non è chiaro nemmeno come i carabinieri risalgano all’identità di Bledar. Uno degli automobilisti dichiara che i carabinieri hanno chiamato con la radio mobile, mentre sul loro verbale dichiarano di essere venuti a conoscenza una volta rientrati in caserma. L’unica certezza poco prima delle 10 del 25 marzo una telefonata ai carabinieri di Casalmaggiore un pescatore aveva avvistato un corpo. La macchina di Bledar abbandonata sul ponte mentre il ragazzo steso sulla massicciata in riva al fiume a faccia in giù, i piedi nell’acqua, la testa sui sassi. Intorno tante macchie di sangue. Il padre, Francesk non crede neanche per un istante al suicidio. Suo figlio non aveva motivo. Da subito le indagini non sono accurate. Proprio Francesk qualche giorno dopo, nel luogo del ritrovamento rinviene una parte del cellulare del figlio. Alcuni giornalisti gli forniscono delle foto. Da queste si vedono carabinieri che fanno rilievi senza guanti ed uno in particolare ha una busta bianca di plastica con dentro qualcosa, non si saprà mai cos’è. Dalle foto emergono tracce di scarpe nessuno accerterà che tipo di scarpe sono e soprattutto a chi appartengono! Bledar aveva una ciocca di capelli in mano nessuna perizia, neanche sui suoi vestiti che non verranno mai restituiti stessa cosa per l’auto. L’autopsia viene disposta senza avvisare la famiglia quindi non ci sarà un medico di parte. Francesk dai carabinieri vede il video dell’autopsia quando gli verrà consegnato due anni dopo si rende conto che non è lo stesso video, nonostante ciò emerge che i medici che eseguono dichiarano che il ragazzo non si è buttato dal ponte, ma gli hanno dato dei colpi e poi è stato fatto rotolare giù. Se fosse caduto da un’altezza di circa 18 metri avrebbe avuto moltissime fratture, soprattutto: polsi, gambe, vertebre, braccia. Bledar ha due tagli paralleli sulla nuca, come fosse stato colpito con un corpo contundente alle spalle, un altro taglio è sulla fronte. Il corpo sembra presentare segni di trascinamento, il giubbino è strappato all’altezza delle spalle, come se qualcuno avesse cercato di sollevarlo di peso mentre era a terra. Dalle foto emerge che il ragazzo ha diversi segni di bruciature a forma di triangolo, l’esame necroscopico non ne approfondisce la natura. Ma chi è esperto sa che quelli sono segni di pistole (Taser), illegali in Italia, utilizzate per immobilizzare attraverso scariche elettriche. Giornalisti, avvocati, chiunque si sia occupato della vicenda ha avuto minacce. Francesk chiede ripetutamente i tabulati delle telefonate registrate dal ripetitore di quella zona, riceve un elenco senza sapere a chi appartengono i numeri, nonostante il magistrato avesse chiesto l’identità dei proprietari. Il giudice dopo 5 anni archivia per omicidio, ma chi sono gli esecutori? Perché i carabinieri sono stati superficiali nelle indagini?

Autopsia Bledar Vukaj

Dossier Bledar Vukaj

fonte http://sdp80.wordpress.com/2010/07/02/bledar-vukaj-omicidio-senza-indagini/
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