L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

sabato 12 febbraio 2011

Emmergenza immigrati a lampedusa. Chiedono aiuto.

articlo da tgcom.it

Sbarchi: 4mila in 4 giorni

Sono gli immigrati arrivati a Lampedusa

Sono circa 4mila gli immigrati sbarcati a Lampedusa negli ultimi quattro giorni secondo le stime comunicate dal comandante della capitaneria di porto dell'isola, Antonio Morana, il quale ha spiegato che solo dopo le mezzanotte di venerdì sono arrivate 214 persone su cinque diverse imbarcazioni, l'ultima delle quali è entrata nel porto alle 14. Intanto, sono già stati avvistati altri 10 barconi a sud dell'isola.


Attualmente in mare, al largo dell'isola ci sono una nave della Marina militare e un pattugliatore della Guardia Costiera, mentre sono diversi i velivoli, sia delle Capitanerie di Porto sia della Guardia di Finanza, che perlustrano continuamente il tratto di mare tra le coste africane e la Sicilia.

Affonda un barcone: ci sono vittime
Un barcone proveniente dalla Tunisia con a bordo un numero imprecisato di persone è affondato nel pomeriggio nel golfo di Gabes. Secondi fonti bene informate ci sono alcune vittime. Il barcone si è spezzato in due tronconi perché era troppo carico. Sull'affondamento il comandante della Capitaniera di porto di Lampedusa Antonio Morana ha precisato: "Abbiamo appreso di questo affondamento, ma chiaramente, essendo accaduto in territorio tunisino, era al di fuori delle nostre competenze".

Avvistati altri dieci barconi
Altri barconi intanto stanno portando sull'isola di Lampedusa altri disperati. "Il nostro personale di pattugliamento aereo ha avvistato diversi barconi, una decina in totale, in acque territoriali tunisine, almeno a 50 miglia a sud da Lampedusa - ha detto infatti il comandante della Capitaneria -. Al momento non abbiamo avviato nessuna procedura di recupero dei natanti".

Sistemazioni provvisorie e ponte aereo
Centinaia di profughi che si trovavano già sul molo Favaloro, a causa della chiusura forzata del Centro di prima accoglienza che può ospitare un migliaio di persone, sono stati sistemati in strutture provvisorie come i locali della riserva naturale dell'Isola dei Conigli o la Casa della fratellanza messa a disposizione del parroco dell'isola, don Stefano Nastasi. Riprenderà il ponte aereo per il trasferimento in massa verso i Cpt italiani. Anche il traghetto di linea della Siremar che collega Lampedusa con Porto Empedocle, che doveva rimanere fermo, effettuerà regolarmente il collegamento per consentire il trasferimento di circa 200 migranti.

Lampedusa al collasso
Sono circa 2800 gli extracomunitari sbarcati negli ultimi due giorni. Un numero destinato a superare quasi certamente quota 3mila con l'arrivo di altri stranieri.

Bruxelles tiene la situazione sotto controllo
La Commissione Ue "sta seguendo da molto vicino" l'emergenza immigrazione che in queste ore interessa l'Italia. Lo assicura il portavoce della commissaria Ue agli Affari interni. L'Italia aveva chiesto una convocazione urgente del Consiglio dei ministri europei e un intervento immediato per le attività di pattugliamento e intercettazione al largo delle coste della Tunisia.

Il prefetto di Palermo nominato commissario straordinario
Sarà il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso il commissario straordinario chiamato a gestire l'emergenza immigrati a Lampedusa. La nomina del prefetto, decisa dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, dovrebbe essere contenuta in un'ordinanza di Protezione Civile che sarà messa a punto nelle prossime ore e nella quale dovrebbero confluire anche i provvedimenti individuati per fronteggiare l'emergenza.

tgcom


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Ondata di immigrati dalla Tunisia: 4mila persone in 4 giorni a Lampedusa

Ondata di immigrati dalla Tunisia: 4mila persone in 4 giorni a Lampedusa

Assalto a Lampedusa. Sono arrivati in 4mila in quattro giorni, un’ondata di dimensioni mai viste («un esodo dalle proporzioni bibliche», per il sindaco Bernardino De Rubeis), ma chi si immagina l’isola invasa dai nordafricani in fuga dai loro Paesi si sbaglia. In serata erano solo poche centinaia gli extracomunitari ospiti dei locali del comune o della parrocchia. Tutti gli altri sono stati portati via, con voli straordinari continui, nei centri di accoglienza di Bari, Brindisi, Foggia o Crotone, oppure sono stati accompagnati a Porto Empedocle, con il traghetto. Insomma, arrivano e se ne vanno. Il problema è che ormai quei centri sono al collasso e, soprattutto, che gli sbarchi non cessano.

E' una situazione grave che preoccupa non solo il sindaco De Rubeis, ma il Viminale e l’intero Governo che in fretta e furia ha decretato lo stato di emergenza umanitaria, coinvolgendo la Protezione civile nazionale (arriveranno domani sull'isola i primi sei funzionari) e nominando commissario straordinario il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso.

«Una decina di imbarcazioni stanno facendo rotta sull'isola», dice il comandante della Capitaneria di Porto, Antonio Morana, che da quando tutto questo è cominciato dorme tre ore per notte. A bordo, pare, oltre 500 persone. Forse molte più di 500. Nel tardo pomeriggio la più vicina era a quaranta miglia dall’isola, la più lontana 70. Arriveranno durante la notte, sempre che qualche motovedetta tunisina non convinca qualcuno a invertire la rotta. E a quel punto ricomincerà il ponte aereo e via mare. Avanti così, chissà fino a quando.

Oggi sono sbarcati sull'isola in 214, su cinque imbarcazioni, quasi tutte arrivate durante la notte, tranne una, con 44
persone, entrata in porto alle 14. Quelli entravano e altri 200, accompagnati da 20 carabinieri, venivano portati via col traghetto della Siremar. Chi va e chi viene, funziona così.

Il centro di accoglienza di Lampedusa continua ad essere chiuso - una decisione che lascia «sorpresi» gli operatori dell’Unhcr, e non solo loro - e così il personale della cooperativa «Lampedusa accoglienza», che lo gestiva, ora si occupa di accogliere, appunto, ed assistere, le persone che arrivano infreddolite e stremate dopo un viaggio che può durare anche due giorni. Bisogna dire che tutti, comprese le forze di polizia, si fanno in quattro per aiutare. Gli immigrati - moltissimi tunisini, quasi tutti uomini, poche donne e solo una cinquantina di minorenni - non si lamentano, non vogliono creare problemi
«Che altro possiamo fare? Gli diamo perfino le sigarette», allarga le braccia uno dei carabinieri addetti alla conta. «Non siamo dei numeri», dice Sami, 30 anni. Ma la sua non è una protesta. Vuole solo ricordare a tutti che non è colpa sua se adesso, per qualcuno, lui costituisce un problema. «In Italia, in Francia, in Svizzera, in Germania, non importa dove, ma quello che cerco è un lavoro. Solo un lavoro. Da noi non c'è più».

Partire, del resto, non è mai stato così facile. In Tunisia i controlli ai porti di fatto non esistono più, il mercato dei «posti barca» è fiorente. «Basta pagare», concordano tutti. «Duemila dinari, mille euro, e il gioco è fatto».


gazzettadiparma.it
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