L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

mercoledì 6 gennaio 2010

Torinesi, uno su sette è straniero

La città all'alba del 2010 si sveglia multietnica, anziana e con 1500 residenti in più

emanuela minucci
torino

Millecinquecento abitanti in più. Torino, all’alba del 2010, si è svegliata un po’ più grande - e la tendenza a crescere, seppur lentamente, continua da quattro anni - grazie al costante arrivo di stranieri.

Basti pensare che su un totale di 910.864 residenti (lo scorso anno eravamo 909.345) ben 51.217 sono romeni, la nazione più rappresentata sotto la Mole. È la Torino edizione 2010, così come la raccontano gli sportelli dell’anagrafe diretti dall’assessorato di Michele Dell’Utri. La popolazione continua a crescere nonostante le nascite continuino a calare: erano 8.408 nel 2008, scendono a 8.359 quest’anno. Il saldo attivo della popolazione, dunque, si deve soprattutto all’arrivo di 21.457 immigrati a fronte di 18.390 emigrati. Il piccolo salto in avanti è dovuto anche alle nuove coppie di torinesi costituite da stranieri che si danno da fare per riempire le culle.

E siamo ai matrimoni: il 25 per cento di quelli celebrati l’anno scorso - il rito civile ha battuto di 300 unità quello religioso - hanno coinvolto coppie di nazionalità mista o entrambi stranieri. Si nasce meno sotto la Mole, ma in compenso diminuiscono anche i decessi: 9.321 contro i 9.606 dell’anno precedente. Dal momento che negli ultimi vent’anni sono nati sempre meno bambini - e, contemporaneamente, si è innalzata l’età media dei decessi - va da sé che Torino veda aumentare la percentuale di anziani. Qui, ogni 100 giovani ci sono 218 ultrasessantacinquenni e gli anziani ormai, toccano quota 232.704 su un totale di 910.864 cittadini.

Che la vita media si sia allungata non è certo una novità, ma il Comune dovrà riflettere sulla serie storica di questi numeri: nel 1971 infatti gli over-sessantacinque erano soltanto il 10,80 per cento. Torino è anche una città ad alto tasso di single: 12 mila in più, in soli tre anni. Nel 2008 erano 184.182, nel 2009 questa cifra è lievitata a 191.129 e ora siamo a 192.629.

«La Torino di fine 2009 - fa notare il demografo Mauro Reginato - non è tanto diversa da quella del 2008. Il saldo contabile vede, rispetto allo scorso anno, 49 nati e 285 morti in meno, una differenza positiva di 2.424 nelle registrazioni anagrafiche, un risultato finale di 910.864 residenti, 1519 in più del 2008». Annota: «È una città che ha vissuto negli ultimi trent’anni due lunghe fasi opposte, repulsiva la prima fino agli Anni 90, attrattiva la seconda fino al 2006, ed ora, forse, ha cominciato una terza fase di stabilità caratterizzata da qualche movimento».

Aggiunge: «È un movimento che coinvolge sia gli italiani sia gli stranieri. Quasi 21.500 nuovi ingressi, che riguardano per il 46% i primi e per il 54% i secondi; 18.400 quelli che hanno deciso di abbandonare la città, 86% italiani e 16% stranieri. Buono l’andamento dei nati che, seppur complessivamente di numero inferiore a quelli dello scorso anno, rispetteranno la tendenza in crescita dei nati da madri straniere (più di un terzo nel 2008)». Il demografo fa anche notare che nel 2006 era stato raggiunto l’equilibrio fra i matrimoni civili e quelli religiosi; mentre il 2007 sarà ricordato per il sorpasso delle unioni civili sulle religiose: il 2008 come la conferma, il 2009 come l’avvio di un trend». È il segno di una trasformazione avvenuta in tempi molto brevi, se si pensa che all’inizio del nuovo secolo solo un terzo dei matrimoni era di rito civile, e nel 1970 lo era solo il 6 per cento.

«Torino, allora - conclude Reginato - si presenta al 2010 con un volto a tratti simile e a tratti diverso da quello che aveva a iinizio 2009. La struttura demografica della città è rimasta quasi immutata. Nei movimenti interni, invece, s’intravede una certa vitalità».

FONTE http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/112052/
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Sciopero degli stranieri: Facebook lancia l'iniziativa

Su Facebook si sta diffondendo l'iniziativa ideata da un gruppo di donne volte a organizzare uno sciopero degli stranieri, per capire l'Italia come farebbe senza l'apporto degli immigrati.
articolo del 05 gennaio 10

Facebook e non solo per diffondere l'iniziativa lanciata da un gruppo di donne straniere e italiane. Si tratta di uno "sciopero degli immigrati", previsto per il 1° marzo, in concomitanza con un evento analoga organizzata in Francia.



Il tutto nasce a Milano. I lavoratori stranieri in Italia sono 4,5 milioni. Se un giorno tutti quanti si fermassero, cosa succederebbe? Gli organizzatori focalizzano l'attenzione anche sul diritto in sè. Lo sciopero è concesso davvero agli stranieri? Parere comune è che in caso di iniziative del genere gli immigrati diventano ricattabili dai datori di lavoro.



Il gruppo su Facebook ha avuto un discreto successo: circa 6mila gli iscritti.



"Noi ci proviamo, il nostro obiettivo è lo sciopero, chi non potrà astenersi dal lavoro potrà aderire simbolicamente in un altro modo, ad esempio astenendosi dagli acquisti, indossando un capo di abbigliamento particolare oppure un segno di riconoscimento, come un nastro o una spilletta": queste le parole di Stefania Ragusa, un delle organizzatrici per l'Italia.



"Abbiamo ricevuto il sostegno a titolo personale da parte di esponenti del mondo politico e sindacale", aggiunge, "come quella di Giuseppe Civati, consigliere Pd in Lombardia, ma la nostra è una protesta che nasce dalla società civile". Il fine è "vedere e toccare con mano cosa succederebbe se tornassero davvero a casa loro".

fonte : http://magazine.ciaopeople.com/Cellulari_Web-10/Facebook-1000021/Sciopero_degli_stranieri:_Facebook_lancia_l%27iniziativa-17531
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