L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

giovedì 2 luglio 2009

Hamza, morto per salvare la sorellina

Hamza, morto per salvare la sorellina
Hamza, 17 anni, Iman di soli 4: bambini venuti dal Marocco per morire in Italia, a ridosso della ferrovia in fiamme, nella casa che - quando era arrivata grazie all'interessamento dei servizi sociali del Comune - era sembrata un sogno. Tre anni non sono abbastanza per essere sicuri di avercela fatta a «conquistarsi» il proprio posto in un mondo che non è quello da cui provieni. Ma la famiglia Hayad andava avanti, nonostante la cassaintegrazione del padre, Mahmouda, che lavorava nella cantieristica e aveva risentito della crisi che ha sconvolto negli ultimi mesi anche la Darsena viareggina.
La piccola Iman, al momento del ritrovamento nella casa in fiamme, è apparsa subito gravissima. Per lei, all'alba di ieri, il trasferimento a Roma nell'ospedale Bambin Gesù. Ustioni sul 90% del corpo, condizioni che non lasciavano speranze. Nel corso del pomeriggio si sono rincorse le voci della morte, ancora non confermata, della piccola Iman. Sola, in ospedale.
Insieme ai due fratelli anche una sorella più grande, già maggiorenne. A lei il compito straziante di riconoscere, solo da un braccialetto al polso - unico segno non carbonizzato - il fratello. Padre e madre lottano in ospedale, a Massa. Per poter riabbracciare almeno la figlia maggiore. «Tifava Milan e giocava nelle giovanili del Camaiore. Erano tutti in casa, dietro alla stazione, quando è scoppiato il finimondo. Bruciava ogni cosa. Hamza ha girato per la casa in cerca della sua sorellina per trascinarla in salvo. Ma c'era troppo fumo. È svenuto. E mentre gli altri sono riusciti in qualche modo ad uscire, nessuno ha potuto far qualcosa per salvare lui», è il ricordo di un compagno di scuola che con Hamza aveva frequentato il primo anno dell'istituto nautico.
Vita di quartiere, italiani e stranieri stretti nello stesso destino. Ad inizio della strada più vicina alla ferrovia c'è una famiglia viareggina distrutta (i genitori gravissimi, uno dei tre bambini morto); là dove il gas ha girato entrando nelle abitazioni è stata invece una famiglia di immigrati la più colpita.
Viareggio è in lutto, per tre giorni. Attraversata in meno di un giorno da mezzo governo in parata, si interroga sulla tragedia che l'ha colpita così duramente. Quattordici cisterne da 35mila litri di Gpl, lanciati a 90 chilometri l'ora (per le Ferrovie la velocità era regolare) ad un palmo dalle case. Quelle di via Ponchielli, 64 residenti, oggi macerie accartocciate sulle vite che furono.
Una strage che poteva essere di proporzioni ancora più grandi evitata solo perché la stazione di Viareggio ha ancora il capostazione (che Trenitalia vorrebbe abolire come fatto su tutta la linea da La Spezia a Massa). È stato lui a fermare due convogli carichi di passeggeri, evitando che si incrociassero con le cisterne delle morte. Si deve a lui se il bilancio della tragedia non ha assunto le proporzioni della strage. A lui e ai due macchinisti che sono riusciti a portarlo fuori dalla stazione.
fonte http://www.ilmanifesto.it/
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La clandestinità diventa reato

La clandestinità diventa reato
Vaticano: non demonizzare lo straniero
Il ddl sicurezza è legge. Franceschini: danno per il Paese
Maroni: falsità. Bagarre in Aula. Al via anche le ronde

ROMA (2 luglio) - E' diventato legge il ddl Sicurezza che introduce il reato di clandestinità, legalizza le ronde (per le quali Maroni ha assicurato al più presto l'approvazione di decreti attuativi) e allunga a sei mesi il periodo di permanenza coatta nei Centri di identificazione. E' stato approvato in Senato tra le proteste dell'opposizione dalla quale, secondo Maroni, sono state dette «falsità». Idv, Pd e Udc hanno votato contro il provvedimento "blindato" da tre fiducie. E mentre il Vaticano interviene sul tema dell'immigrazione («lo straniero non deve essere demonizzato»), il Pd è chiaro nel suo giudizio: la legge danneggia il Paese. Una legge fortemente voluta dal governo: «da me in particolare» rivendica Silvio Berlusconi.

L'approvazione al Senato. L'Aula ha approvato definitivamente il provvedimento senza modifiche rispetto al testo della Camera. Questa mattina il sì alla terza fiducia posta dal governo. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e MpA. Contro si sono espressi Pd, Italia dei Valori e Udc.

Proteste in Aula e reazioni politiche. Mentre i senatori della Lega esultavano e il ministro del'Interno Roberto Maroni si sbracciava per salutarli, quelli dell'Idv hanno alzato cartelli con scritto "I veri clandestini siete voi", "Governo: clandestino del diritto". Soddisfazione da parte del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri che parla di «legge voluta dagli italiani», mentre per la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro il provvedimento «ha la stessa efficacia di un pugno sbattuto sul tavolo» poiché «l'unico effetto che avrà sarà di rendere invisibili gli immigrati sul nostro territorio». Per il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D'Alia, il testo «è frutto di paura e suggestioni, che obbedisce alla propaganda politica della Lega piuttosto che alla reale sicurezza dei cittadini».

Franceschini: danno per il Paese. «È il prezzo che il governo paga alla Lega ed è un danno per il Paese. Questo ddl ha per titolo la sicurezza ma in realtà accresce l'insicurezza» commenta Dario Franceschini che critica il mancato aumento di risorse alle forze di polizia. Il reato di clandestinità «è un provvedimento bandiera, dannoso perché rischia di ingolfare il lavoro dei magistrati e di riempire le carceri senza essere un concreto intralcio alla criminalità che controlla e sfrutta l'immigrazione clandestina». In più si tratta di provvedimenti che «anche a giudizio delle organizzazioni internazionali, cominciando dall'Unione Europea, fanno gravare sull'Italia l'ombra della xenofobia e finiscono solo per acuire le paure senza dare risposte ai problemi reali».

Le critiche dell'Udc e dell'Idv. Critiche anche dall'Udc. Secondo Lorenzo Cesa, la nuova legge «apre inquietanti interrogativi sul rispetto dei diritti umani» e, inseguendo la Lega, provoca «strappi nel tessuto sociale». Per l'Idv, si tratta di una legge che «paralizzerà la giustizia» e, con la legalizzazione delle ronde di cittadini, «accrescerà l'insicurezza».

Maroni: da opposizione falsità. Il ministro parla di «polemiche basate su argomenti falsi hanno indotto l'opposizione a votare contro il ddl sicurezza». Chi ha votato contro, dice, «non ha fatto un buon servizio alla lotta alla mafia ed all'immigrazione illegale». Maroni spiega poi che la prossima settimana verranno fatte riunioni per dare il via a decreti attuativi per le ronde.

Il Vaticano: gli stranieri non vanno demonizzati. Fuori dal Palazzo arrivano critiche aspre dal Vaticano, che censura la «criminalizzazione» degli immigrati, e dalle associazioni (dalla Caritas ad Antigone, dal Forum del Terzo Settore a Micromega) che non esitano a parlare di ritorno alle «leggi razziali». Il responsabile vaticano per l'immigrazione, mons. Antonio Maria Vegliò, chiede che non vengano demonizzati o criminalizzati gli stranieri. In un articolo su "Aggiornamenti Sociali", critica chi vede nell'immigrazione «un'invasione dalla quale bisogna difendersi». La sovranità dello Stato di regolare i flussi migratori, spiega Vegliò, non deve far dimenticare che questa sovranità «è vincolata »dalla ratifica dei trattati internazionali e dal rispetto di due principi etici: la tutela della dignità della persona e la convinzione che tutta l'umanità, al di là delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una comunità senza discriminazioni tra i popoli». La diversità quindi deve essere «apprezzata come ricchezza». Il fenomeno migratorio «sta producendo nuove schiavitù nelle società opulente, spesso senza valori».

Tra i temi della legge quello dell'immigrazione. La legge prevede la tassa di 200 euro per avere la cittadinanza e la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione che potrà arrivare fino a sei mesi. Stretta anche sui matrimoni di comodo e sul trasferimento di denaro all'estero. Pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitta case o locali ai clandestini e per insulti a pubblico ufficiale.

Racket. Obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l'esclusione dalle gare d'appalto, che scatta anche quando la richiesta del "pizzo" emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio.

Mafia. Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il "41-bis" sulla detenzione dei boss mafiosi.




fonte : http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=64200&sez=HOME_INITALIA
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