L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

mercoledì 20 aprile 2011

migranti in fuga dalla Libia, da Lampedusa ad altri centri

Fonte: www.misna.org
È salpata intorno alla mezzanotte di ieri da Lampedusa la nave traghetto ‘Flaminia’ con a bordo un migliaio di migranti, tra cui i 760 profughi in maggioranza originari dall’Africa subsahariana sbarcati ieri pomeriggio sull’isola a bordo di un vecchio peschereccio. La ‘Flaminia’ deve portare i migranti nei centri di accoglienza di Mineo (Catania) e di Crotone.

“Trasportava gente in fuga dalla Libia in guerra l’unica imbarcazione che ieri ha portato in salvo fino a Lampedusa 760 persone. Ho potuto parlare con gente del Ghana, della Costa d’Avorio, del Mali, del Niger, del Camerun, che per buona parte viveva in Libia. L’insicurezza e le difficoltà a reperire cibo e acqua li hanno spinto alla fuga” ha detto alla MISNA Gianluigi Lopes, portavoce della squadra di Medici senza frontiere (Msf) a Lampedusa.

Tra il folto gruppo di migranti, 63 donne e sette bambini, compresi neonati. “Dal primo triage medico effettuato sul molo, abbiamo constatato che le condizioni di viaggio di queste persone sono state estremamente dure: molti di loro erano debilitati e il viaggio in mare ha gravato sui loro fisici già provati dalla guerra e dalla difficoltà di reperire generi alimentari in Libia” ha sottolineato Vittoria Gherardi, medico di Msf. “I bambini che sono stati allattati dalle donne in viaggio erano in buone condizioni di salute, anche se le madri presentavano forte spossatezza” ha precisato il medico.

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Bologna: su 14 candidati stranieri alle comunali circa la metà sono donne

Fonte: www.redattoresociale.it
Dare voce ai cittadini stranieri presenti in città. È l’obiettivo di Azeb Lucà Trombetta e di Sonila Kaceli. Sono entrambe candidate alle elezioni comunali. La prima con Amelia Frascaroli (Sel) e la seconda con il civico Stefano Aldrovandi

BOLOGNA – Su 14 candidati stranieri al consiglio comunale di Bologna, circa la metà sono donne. Tra loro ci sono anche Azeb Lucà Trombetta e Sonila Kaceli. La prima ha 25 anni ed è una cittadina italiana di origine etiope in Italia da vent’anni. È laureata in scienze della formazione e fa la mediatrice culturale. Da circa tre anni e mezzo si occupa di dar voce ai giovani di seconda generazione presenti in città. Trombetta è candidata nella lista di Amelia Frascaroli (Sel) che sostiene il candidato sindaco Virginio Merola. “Mi sono candidata perché me lo ha chiesto Amelia – racconta – e ho risposto sì, senza averci mai pensato prima e senza sapere a cosa andavo incontro: il mio obiettivo è far emergere i bisogni reali dei giovani e delle loro famiglie e capire che cosa può fare l’amministrazione per loro”.

Sonila Kaceli, invece, di anni ne ha quasi 40 (li compirà tra poco), è di origine albanese e anche lei è in Italia da circa 20 anni. È arrivata nel 1991 con i primi visti che venivano rilasciati dal suo Paese ed è stata ospite con la famiglia delle comunità albanesi di Calabria e Sicilia. Dopo il crollo del Muro di Berlino, la situazione è precipitata e lei ha scelto di restare in Italia, anche se trascorre metà dell’anno in Albania. “Mi sento sia italiana che albanese” racconta. Poi si è laureata in discipline della musica, a Bologna, è cantante e fa parte del trio Latini Balcanica Ensemble, del Coro da Camera di Bologna e del Coro Laboratorio del Conservatorio G.B. Martini, ma lavora anche come commessa in un negozio del centro. “Ho scelto una lista civica perché volevo essere fuori dalle logiche di partito – racconta – Ho scelto Stefano Aldrovandi perché apprezzo molto il suo operato e ho visto in lui una grande serietà”.

Anche i cittadini di origini straniera hanno idee sulla città e su come cambiarla. Lo dice Trombetta che in questi giorni ha incontrato le comunità straniere presenti a Bologna nell’ambito del ciclo di incontri promossi da Amelia Frascaroli come forma di partecipazione spontanea delle persone alla vita cittadina. L’obiettivo è far parlare i cittadini di cose che li toccano da vicino, conoscere nuove realtà e avanzare proposte concrete. Il primo incontro di “Di casa in casa” si è svolto sabato 16 aprile a casa sua e ha visto protagonista la comunità dello Sri Lanka. “Questi incontri sono molto interessanti – racconta Azeb Lucà Trombetta – Ho incontrato persone che sono a Bologna da 30 anni, che sanno tantissime cose sulla città e hanno le idee chiare su come dovrebbe cambiare”. Informazione, umanità nella burocrazia e un futuro per i figli degli stranieri sono gli obiettivi della sua candidatura. “Se non possiamo modificare la legge nazionale sulla cittadinanza, possiamo cambiare le modalità locali – dice – Credo che rendere più facile la vita delle persone sia una battaglia di umanità”.

Sonila Kaceli vuole dare voce con la propria candidatura ai cittadini stranieri presenti in città e punta a far conoscere la cultura delle persone straniere che abitano a Bologna. “Credo molto nella cultura – racconta – non in senso materiale, ma come risorsa umana”. Anche se i problemi e i bisogni dei cittadini stranieri sono moltissimi, compresi i pregiudizi con cui spesso devono scontrarsi e che, afferma, “ho vissuto sulla mia pelle quando ero appena arrivata in Italia”, Kaceli è convinta che per favorire l’inserimento degli stranieri siano necessarie iniziative mirate a far conoscere la loro cultura. “L’integrazione nasce dalla conoscenza”.

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martedì 12 aprile 2011

Cari tunisini salite che vi portiamo a Milano e invece li portano in Tunisia

In questi giorni tutti abbiamo notato in tv la disperazione di alcuni tunisini i quali scappano dopo ever messo la vita in pericolo tra le bombe , tra le onde del mare con viaggi di 48 ore e una volta raggiunta l'Italia il governo italiano li promette di portarli al nord Italia. Il govverno italiano dice che tra di loro ci sono criminali e che vanno rispediti indietro.

Molti di loro non vogliono neanche rimanere in Italia " In sud Italia non buono. vorrei andare in France Germani" sono queste le frasi che loro ripetono ogni giorno ed ovviamente vogliono andare al nord Italia dagli amici , parenti ma vengono ingannati perchè vengono fatti salire sui aeri promettendoli di portarli a Milano invece i poveri Tunisini vengono portati di nuovo a casa loro.
Non sanno che grazie a loro l'Italia si è intascata 100 milioni di Euro.
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mercoledì 6 aprile 2011

10 mila immigrati via mare e 100 mila via terra

10 mila immigrati e sarebbe un emmergenza ?

E via terra da trieste quanti immigrati passano ogni giorno ?

Dunque quando pensiamo agli immigrati spesso la tv ci mostra dei barconi dal nord Africa che si versano nelle coste italiani. Molti politici dimenticano però che via terra nel Nord est ogni giorno centinaia di immigrati dall'Europa dell'Est entrano in Italia.

Esiste un razzismo verso gli africani ?

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Gli immigrati tunisini costretti a stare in Italia

In Italia sono arrivati circa 10 mila immigrati e molti dei quali sono tunisini. Scappano dalla povertà pensando di trovare una vita milgiore. Pensano che in Italia verrano accolti come dei amici , pensano che in italia dormiranno in belle strutture, pensano che in italia li aspetta il lavoro pronto e pensano che gli italiani siano persone civilizzate , pensano che l'Italia è un paese pacifino , pensano che in Italia sono tutti educati ed accolgienti perchè l'italia ha sempre voluto sempre dare consilgi di democrazia e diritti umani . Forse quei poveri immigrati non sanno che stanno diventanto una merce , non sanno che diventano un caso politico e non sanno che sono arrivati nel periodo giusto dove si cercava un qualcosa per per spostare i veri problemi dell'Italia. UNA COSA questi immigrati lo sanno e lo dicono " Che non volgiono rimanere in Italia". Non sanno che grazie al loro arrivo ,Bluxelles darà milioni di Euro perchè vengano inseriti nella società e vengano trattatti come persone normali.

Il governo italiano trema perche il 99% degli immigrati se ne vuole andare in Nord Europa e quindi significa che non arriverà neanche un Euro da Bruxelles per l'emmergenza e significa che l'italia dovra trovarsi un altro capo espiatorio per spostare il problema reale dell'occupazione in Italia.

Non sanno che i poveri italiani saranno costretti a stare in Italia perchè valgono 100 milioni di Euro.
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Lampedusa, 200 immigrati caduti in mare

Circa 150 i dispersi, primi naufraghi arrivati a Lampedusa

13:54 - Sono arrivati i primi naufraghi salvati in mare dalla motovedetta della Guardia Costiera. In tutto erano 200 quelli caduti in mare nella notte mentre venivano soccorsi a circa 39 miglia da Lampedusa. Cinquantuno le persone recuperate, mentre continuano le ricerche degli altri naufraghi. I duecento immigrati, tutti dell'Africa subsahariana, avevano chiesto soccorso tramite telefono satellitare. Si temono molti morti. Il barcone era partito due giorni fa dalla Libia.
Dei primi naufraghi giunti a Lampedusa, tre sono stati trasferiti in barella sulle ambulanze, gli altri sono stati trasportati con gli autobus direttamente nei centri di accoglienza nell'attesa di essere trasferiti. Anche una donna incinta tra le vittime del naufragio. Michele Prosperi di Save The Children che l'ha potuta vedere, ha riferito che la donna è in "avanzato stato di gravidanza". La donna è stata accompagnata in ambulanza al poliambulatorio dell'isola. Secondo Prosperi, gli immigrati soccorsi "erano tutti stremati e senza un filo di voce". A tutti sono stati forniti delle coperte termiche nelle quali si sono avvolti prima di salire sul pullman.

Tra i naufraghi ci sarebbero molte donne e bambini, hanno riferito i primi clandestini giunti a Lampedusa. "Temiamo che molti possano essere morti", ha detto una persona che sta seguendo le operazioni di soccorso. L'equipaggio dell'elicottero della Guardia di finanza accorso sul posto ha confermato di aver visto in mare, nell'area dove il barcone dei migranti è naufragato, decine di cadaveri. "Abbiamo sperato di vedere qualcuno che alzasse il braccio - dicono - ma non è accaduto. Tra i cadaveri, difficili da quantificare, anche corpicini di bambini". Secondo quanto riferito dal Comando generale delle Capitanerie di porto, i duecento profughi, tutti dell'Africa subsahariana, si trovavano su un barcone che aveva chiesto aiuto alle autorità maltesi e, su richiesta di queste ultime, erano partite da Lampedusa due motovedette della Guardia Costiera e un elicottero della Guardia di Finanza.

Il barcone naufragato, lungo 13 metri circa, era partito due giorni fa da Zuwarah, in Libia, come ha detto la Guardia Costiera italiana. Secondo quanto riporta la Capitaneria di Porto, le autorità maltesi, una volta ricevuto l'sos, avrebbero a loro volta chiesto aiuto nella notte quando hanno saputo che un barcone stava imbarcando acqua, ma senza dichiarare l'emergenza. All'arrivo sul posto della motovedetta pare che i profughi abbiano iniziato ad agirtarsi fino a che l'imbarcazione si è rovesciata.

Giunta sul posto alle quattro circa di mattina, la prima delle motovedette ha intercettato il barcone alla deriva in una situazione di grave pericolo. "Il mare molto agitato (stato quattro) e la concitazione a bordo del barcone hanno reso vano ogni tentativo di trarre in salvo gli immigrati, finiti in acqua nel corso delle operazioni di soccorso", spiegano alle Capitanerie di Porto.

Fino ad ora sarebbero 20 i cadaveri avvistati nell'area del naufragio, circa 150 i dispersi e 51 le persone tratte in salvo. Nelle ricerche sono impegnate tre motovedette, un aereo e un elicottero della Guardia Costiera e un aereo maltese, oltre a un motopesca di Mazara del Vallo che è stato dirottato nella zona.

Forse nessuno scafista, solo Gps
L'imbarcazione naufragata al largo di Lampedusa era probabilmente senza scafista. E' questa l'ipotesi del comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana, il quale spiega che i gestori di questi traffici "potrebbero limitarsi a programmare la rotta attraverso il Gps" e lasciare che i barconi arrivino a destinazione senza alcun altro supporto. "Non si possono far partire duecento persone con questo mare - si dispera il comandante Morana -. Nell'area del naufragio le onde sono alte tre metri".
fonte : http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/1005413/lampedusa-200-immigrati-caduti-in-mare.shtml
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