L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

mercoledì 7 aprile 2010

Baby gang minacciava i romeni: «Il pedaggio o vi bruciamo le case»

Siamo tornati al sistema feudale, con i valvassori e i valvassini. Si, ma a fare la parte dei primi a Roma sono spesso i rom più prepotenti, mentre la parte dei secondi spetta agli elementi più deboli, qualche volta anche della stessa etnia.
Era quello che accadeva fino a ieri a Montemario. Quattro ragazzi bosniaci, tre fratelli di 15, 17 e 20 anni con un loro cugino di 28, appartenenti alla stessa famiglia rom residente nel campo nomadi di via Cesare Lombroso, pretendevano il «dazio» da un gruppo di romeni, costretti ad attraversare una stradina sterrata adiacente l’accampamento per raggiungere la vecchia palestra abbandonata dove vivono. In quel palazzone i romeni, quasi tutti operai, si erano stabiliti qualche tempo fa con i loro cari, tra i quali molti bambini, ricevendo anche aiuti da parte del Comune. Ma per uscire dall’edificio, le vittime erano costrette a passare per la strada controllata dai quattro giovanissimi carnefici, tutti con precedenti penali alle spalle che, consapevoli della loro forza intimidatrice, li minacciavano di incendiare l’insediamento se non avessero pagato 100 euro a testa.
La baby gang spesso dalle minacce passava ad aggressioni fisiche, con l’uso di forbici e bottiglie rotte, contro chi osava ribellarsi, tanto che le vittime terrorizzate facevano i turni come sentinelle per capire quando avevano il «via libera».
I carabinieri della compagnia Montemario, guidati da Vincenzo Pascale, hanno scoperto che le angherie andavano avanti da tre mesi e che più di una volta i bosniaci avevano tentato di arruolare per furti e rapine i romeni, in maggioranza lavoratori onesti accomunati dalla voglia di integrarsi in Italia. Ma l’incubo è finito grazie all’intervento dei militari che hanno arrestato due componenti della banda, mentre altri due sono stati portati in un centro per minori.
«Bisogna intervenire contro l’esercito dei professionisti dell’intimidazione che con le loro gesta minaccia i più deboli - dichiara Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio Sociale -. È fondamentale avere il coraggio di stroncare questo fenomeno vergognoso che danneggia la capitale. Si cominci con il dare segnali inequivocabili, come quello di comminare pene esemplari, come la consegna del foglio di via obbligatorio, a chi è già noto alle forze dell’ordine».
Per l’assessore alle Politiche Sociali del Comune, Sveva Belviso, legalità e accoglienza vanno di pari passo. «Roma è una città che accoglie chi segue le regole e le rispetta - sottolinea l'assessore - ma nella nostra città non c’è posto per chi delinque e soprattutto approfitta del disagio altrui, ricorrendo a intimidazioni e violenza. L’obiettivo del Piano nomadi prefettizio è proprio di accogliere chi vuole condividere con l’amministrazione un percorso fatto di legalità, e allontanare gli altri».

fonte ; http://www.ilgiornale.it/
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