L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

domenica 4 ottobre 2009

Cittadinanza, "D'accordo con Fini"

La Russa: "Discutere la riforma"

Via libera dal ministro della Difesa Ignazio La Russa al presidente della Camera Gianfranco Fini sulla riforma della legge sulla cittadinanza. "Sono assolutamente d'accordo con Fini sul fatto che il tema debba essere affrontato nelle sedi di partito - ha detto La Russa durante la festa del Pdl a Milano -. Sono in più assolutamente d'accordo con Fini sulla necessità di riformare la legge sulla cittadinanza".

"Penso", ha aggiunto, "alla 'generazione Balotelli', ai ragazzi e ai bambini che hanno già compiuto un ciclo scolastico, e che hanno diritto, se amano l'Italia di essere italiani". Ieri, Fini aveva espresso l'auspicio che si potesse acquisire la cittadinanza italiana non solo in base alla burocrazia, ma anche considerando l'amore per il nostro Paese e dimostrando, fra l'altro, di conoscere la lingua e la storia italiana

A fronte di un "percorso agevolatissimo" per i giovani nati in Italia e che hanno compiuto un ciclo scolastico, La Russa immagina tempi certi per gli adulti che vogliano la cittadinanza. "Per i grandi mi basterebbe che dopo i 10 anni uno divenisse italiano se lo merita e se ha superato la prova di italiano e di amore per la nostra soria", ha detto il ministro della Difesa, "oggi come oggi ce ne vogliono anche 40 anni per diventare italiani".


fonte : http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo461420.shtml
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giovedì 1 ottobre 2009

“Stangate” in arrivo per i regolari

Permesso a punti, tassa di soggiorno, test di lingua italiana. Ecco cosa cambia per chi ha il permesso

Roma, 8 agosto 2009 - La nuova legge sulla sicurezza, in vigore da oggi, colpisce soprattutto chi è senza permesso di soggiorno, ma rende più difficile (e costosa) anche la vita degli immigrati regolari.

Quanti chiedono il permesso di soggiorno dovranno sottoscrivere un “accordo di integrazione” che li impegna a rispettare la Costituzione italiana e a partecipare alla vita economica, sociale e culturale italiana. Ognuno avrà un punteggio, che diminuirà se si comporta male (le regole da rispettare non sono state ancora decise): chi esaurisce i punti, perderà il permesso e verrà espulso.

Chi chiede o rinnova il permesso di soggiorno dovrà pagare, oltre ai 70 euro che già versa oggi, una nuova tassa. L’importo preciso sarà fissato dai ministri dell’Economia e dell’Interno, ma dovrà essere compreso tra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro. Sarà esentato solo chi chiede un permesso per asilo, per protezione sussidiaria o per motivi umanitari.

Che fine faranno tutti questi soldi? Per metà andranno a finanziare il Fondo statale per i rimpatri dei clandestini, e poco importa che questi non hanno nulla a che fare con gli immigrati regolari. Il resto andrà al ministero dell’interno, e la speranza è che serva almeno a migliorare l’efficienza della macchina burocratica che gestisce il rilascio e il rinnovo dei permessi.

Dovrà aprire ulteriormente il portafoglio chi chiede la cittadinanza italiana, che con la nuova legge dovrà versare un contributo di 200 euro. Ci vorrà anche più tempo per conquistare la cittadinanza dopo aver sposato un italiano o un’italiana: la domanda potrà essere presentata due anni dopo il matrimonio (tre per i residenti all’estero), e non come ora dopo appena sei mesi, ma i tempi di dimezzeranno se ci sono figli.

Diventerà anche più difficile chiedere la carta di soggiorno o, come si chiama ora, “il permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo”. La nuova legge prevede infatti un test obbligatorio di conoscenza della lingua italiana, anche se ancora non si sa quanto bisognerà essere bravi, perchè saranno i ministeri dell’Interno e dell’Istruzione a definire i dettagli della prova.

Alcune novità, come ad esempio la tassa sui permessi o il test per la carta di soggiorno, dovranno essere regolamentate da altri decreti e quindi i tempi si allungheranno ulteriormente.

Elvio Pasca

fonte : http://www.stranieriinitalia.it/
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Badanti, le domande si fermano a quota 275mila. Se ne attendevano il doppio. Maroni: "Ok"

Per la regolarizzazione di colf e badanti le domande si fermano a quota 275mila. Per tutti è un flop, ma il ministro Maroni assicura che non lo è e che non ci saranno proroghe. La realtà è che si attendevano almeno il doppio delle domande. Negli ultimi giorni c'è stata un'impennata di richieste di regolarizzazione ma il risultato è in ogni caso distante dalle attese dello stesso ministero dell'Interno. La maggior parte delle richieste riguardano ucraini, marocchini, moldavi. E si sono concentrate nelle grandi città, Milano e Roma, Napoli.

Il ministro dell'Interno Maroni ha confermato che non ci sarà alcuna proroga del termine per la regolarizzazione e ovviamente nega che sia un insuccesso per il governo. «Si sono fatte stime a casaccio, chi ha parlato di 500mila, 700mila, o un milione di domande, ma la norma è stata fatta per fare emergere il lavoro nero di colf e badanti e basarsi sulle stime fatte per dire che è stato un flop è sbagliato - ha detto alla trasmissione Mattino 5 -. Noi registriamo i dati e questo è quanto è emerso. Chi non ha usufruito della norma per la regolarizzazione, ha deciso di continuare nel lavoro irregolare e sarà soggetto a sanzioni previste dalla legge».

A parlare di fallimento sono state le opposizioni. Di flop ha parlato il segretario del Prc Paolo Ferrero.

L'Adoc (Associazione per la difesa e orientamento consumatori) definisce «insufficiente» il numero di richieste di regolarizzazione arrivate al Viminale e chiede quindi di prorogare i tempi della sanatoria. Un'altra associazione, la Dhuumcatu che si batte per i diritti degli immigrati, ha presentato al Tar la richiesta di annullamento del provvedimento dato che stabilisce la procedura telematica come modalità esclusiva per la regolarizzazione di colf e badanti.
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30 settembre 2009

fonte http://www.unita.it/news/italia/
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