Lo rivela un rapporto Ocse, presentato oggi a Parigi, che ha tentato di realizzare un «profilo della popolazione immigrata nel 21/mo secolo», che segnala come come il rapporto tra immigrazione e sviluppo economico si sia intensificato e sia cresciuto di importanza
PARIGI – La popolazione immigrata nei paesi dell’Ocse è più che triplicata a partire dagli anni Sessanta ad oggi, arrivando ad un totale di oltre 75 milioni di persone, in leggera prevalenza donne (51,1%). Lo rivela un rapporto Ocse, presentato oggi a Parigi, che ha tentato di realizzare un «profilo della popolazione immigrata nel 21/mo secolo», che segnala come come il rapporto tra immigrazione e sviluppo economico si sia intensificato e sia cresciuto di importanza. I dati del rapporto Dioc (Database on immigrants in Ocse) riguardano trenta paesi, la maggior parte europei, ma anche i tre Nord americani, gli asiatici Giappone, Corea e Turchia, Australia e Nuova Zelanda.
- ITALIANI POPOLO DI MIGRANTI: Gli italiani, assieme ai tedeschi e ai turchi, occupano la top five delle popolazioni di area europea che immigrano di più negli altri paesi dell’Ocse. Lo rivela il rapporto dell’Ocse, presentato oggi a Parigi, sull'immigrazione nei paesi Ocse dagli anni sessanta a oggi.
Nei due terzi dei paesi dell’Ocse, gli immigrati provenienti dall’area Ocse rappresentano il 40% o più degli immigrati.
- NATI ALL'ESTERO: Il 7,5% della popolazione dei paesi dell’Ocse è nato in un paese diverso da quello in cui ora risiede. Il 4,4% non ha assunto la nazionalità del paese che lo ospita. Nel caso dell’Italia, i nati all’estero corrispondono al 4% degli abitanti e provengono per lo più dalla Svizzera, dall’ex Jugoslavia, dalla Germania, dal Marocco e dall’Albania. In generale il 51,1% (in Italia il 54,4%) degli immigrati nei paesi Ocse è donna e la maggior parte di coloro che lasciano la madrepatria ha tra i 25 e i 64 anni (in Italia sono il 65,2% degli immigrati).
- IMMIGRATI HANNO ISTRUZIONE SUPERIORE: Il 23,6% degli immigrati ha conseguito il diploma di laurea. Il dato supera di alcune unità quello degli indigeni, fermo al 19,1%. È molto alto, però il numero degli immigrati che svolge un lavoro al di sotto della qualifica scolastica ottenuta in madrepatria.
- IMMIGRATI E LAVORO: Il 62,3% degli immigrati, tra i 15 e i 64 anni, ha un lavoro. Ciononostante la disoccupazione degli immigrati rimane un problema aperto, soprattutto in alcuni paesi europei. Il 28,2% degli immigrati è impiegato nell’agricoltura o nell’industria, il 12,4% in servizi di produzione, il 20% in servizi di distribuzione e il 39,3% nei servizi sociali o per la persona.
- A USA PRIMATO PER NUMERO IMMIGRATI. Negli Stati Uniti vivono 31,4 milioni di immigrati. Segue la Germania con circa 8 milioni, la Francia con 5,6. I dati Ocse fanno riferimento però all’inizio degli anni 2000, quando l’Italia, che oggi si avvicina a quota quattro milioni di immigrati, ne contava poco più che la metà.
20/2/2008
www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..
mercoledì 20 febbraio 2008
Scuola: studenti di origine straniera penalizzati nelle scuole superiori dei Paesi Ue.
20 febbraio 2008
Scuola: studenti di origine straniera penalizzati nelle scuole superiori dei Paesi Ue.
Indagine del British Council su 50 scuole europee.
Non importa se sono studenti stranieri di prima o seconda generazione: sono loro i più penalizzati dalle scuole superiori europee. Hanno probabilità tre volte maggiore degli altri di abbandonare la scuola, meno speranze di trovare subito un lavoro e presentano lacune rispetto alla media degli studenti.
Lo rivela un’indagine che il British Council sta svolgendo tra gli studenti stranieri di età compresa tra i 14 ed i 16 anni in 50 scuole superiori europee. L’indagine, anticipata ieri, verrà pubblicata alla fine del mese nell’ambito di un progetto di formazione svolto dall’istituto britannico.
Per il 50% dei ragazzi intervistati le difficoltà maggiori si hanno nella matematica, soprattutto se si tratta di immigrati di prima generazione. Nei paesi di lingua francofona invece, i problemi riguardano la lettura e coinvolgono un ragazzo su cinque. Molti, quasi uno su tre, è in ritardo di almeno un anno scolastico.
Tra i motivi, secondo i ragazzi, vi è quello della lingua “vista come una barriera verso i coetanei” e il colore della pelle.
(Al. Col.)
http://immigrazioneoggi.it/
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Scuola: studenti di origine straniera penalizzati nelle scuole superiori dei Paesi Ue.
Indagine del British Council su 50 scuole europee.
Non importa se sono studenti stranieri di prima o seconda generazione: sono loro i più penalizzati dalle scuole superiori europee. Hanno probabilità tre volte maggiore degli altri di abbandonare la scuola, meno speranze di trovare subito un lavoro e presentano lacune rispetto alla media degli studenti.
Lo rivela un’indagine che il British Council sta svolgendo tra gli studenti stranieri di età compresa tra i 14 ed i 16 anni in 50 scuole superiori europee. L’indagine, anticipata ieri, verrà pubblicata alla fine del mese nell’ambito di un progetto di formazione svolto dall’istituto britannico.
Per il 50% dei ragazzi intervistati le difficoltà maggiori si hanno nella matematica, soprattutto se si tratta di immigrati di prima generazione. Nei paesi di lingua francofona invece, i problemi riguardano la lettura e coinvolgono un ragazzo su cinque. Molti, quasi uno su tre, è in ritardo di almeno un anno scolastico.
Tra i motivi, secondo i ragazzi, vi è quello della lingua “vista come una barriera verso i coetanei” e il colore della pelle.
(Al. Col.)
http://immigrazioneoggi.it/
martedì 19 febbraio 2008
ECONOMIA. CRESCONO LE IMPRESE GUIDATE DA EXTRACOMUNITARI
(AGO PRESS) Nel corso del 2007 sono state 37.531 le imprese individuali avviate, in Italia, da cittadini extracomunitari. In testa alla classifica della nazionalità, la Cina, con 6.929 nuovi imprenditori, seguita da Marocco (5.756) e Albania (5.118). Quello dell'edilizia è il settore dove maggiormente si concentra la crescita imprenditoriale, con un incremento del 40 per cento rispetto al 2006, pari a 6.603 unità in più, seguito dal commercio, cresciuto di 5.445 unità e dalle attività manifatturiere, che hanno fatto registrare un più 2.473.
Questi i dati diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere. E' la Lombardia la regione che ospita, in termini assoluti, il numero maggiore di imprenditori immigrati mentre, in proporzione al numero di imprese individuali residenti, è la Toscana a conquistare il primato. Il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati da Paesi non appartenenti all’Unione europea - prosegue il documento - è aumentato di 16.654 unità, raggiungendo così il valore di 225.408 imprese: l’8 per cento in più rispetto al dato di fine 2006.
fonte http://www.agopress.info/vis_news00.asp?id_news=159997
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Questi i dati diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere. E' la Lombardia la regione che ospita, in termini assoluti, il numero maggiore di imprenditori immigrati mentre, in proporzione al numero di imprese individuali residenti, è la Toscana a conquistare il primato. Il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati da Paesi non appartenenti all’Unione europea - prosegue il documento - è aumentato di 16.654 unità, raggiungendo così il valore di 225.408 imprese: l’8 per cento in più rispetto al dato di fine 2006.
fonte http://www.agopress.info/vis_news00.asp?id_news=159997
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