L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

sabato 25 ottobre 2008

Classifica mondiale della libertà di stampa

- Iceland 1,50
- Luxembourg 1,50
- Norway 1,50
4 Estonia 2,00
- Finland 2,00
- Ireland 2,00
7 Belgium 3,00
- Latvia 3,00
- New Zealand 3,00
- Slovakia 3,00
- Sweden 3,00
- Switzerland 3,00
13 Canada 3,33
14 Austria 3,50
- Denmark 3,50
16 Czech Republic 4,00
- Lithuania 4,00
- Netherlands 4,00
- Portugal 4,00
20 Germany 4,50
21 Jamaica 4,88
22 Costa Rica 5,10
23 Hungary 5,50
- Namibia 5,50
- United Kingdom 5,50
26 Surinam 6,00
27 Trinidad and Tobago 6,13
28 Australia 6,25
29 Japan 6,50
30 Slovenia 7,33
31 Cyprus 7,50
- Ghana 7,50
- Greece 7,50
- Mali 7,50
35 France 7,67
36 Bosnia and Herzegovina 8,00
- Cape Verde 8,00
- South Africa 8,00
- Spain 8,00
- Taiwan 8,00
- United States of America 8,00
42 Macedonia 8,25
43 Uruguay 8,33
44 Italy 8,42
45 Croatia 8,50
46 Israel (Israeli territory) 8,83
47 Mauritius 9,00
- Poland 9,00
- Romania 9,00
- South Korea 9,00
51 Hong-Kong 9,75
- Liberia 9,75
53 Cyprus (North) 10,00
- Montenegro 10,00
- Togo 10,00
56 Chile 11,50
57 Panama 11,83
58 Kosovo 12,00
59 Bulgaria 12,50
- Nicaragua 12,50
61 Kuwait 12,63
62 El Salvador 12,80
63 Burkina Faso 13,00
64 Serbia 13,50
65 Timor-Leste 13,75
66 Botswana 14,00
- Lebanon 14,00
68 Argentina 14,08
69 United Arab Emirates 14,50
70 Benin 15,00
- Malawi 15,00
- Tanzania 15,00
73 Haiti 15,13
74 Bhutan 15,50
- Ecuador 15,50
- Qatar 15,50
- Seychelles 15,50
- Zambia 15,50
79 Albania 16,00
- Fiji 16,00
81 Guinea-Bissau 16,33
82 Brazil 18,00
- Dominican Republic 18,00
- Tonga 18,00
85 Central African Republic 18,50
86 Senegal 19,00
87 Ukraine 19,25
88 Guyana 19,75
89 Comoros 20,00
90 Mozambique 20,50
- Paraguay 20,50
92 Congo 20,75
93 Mongolia 20,83
94 Burundi 21,00
- Madagascar 21,00
96 Bahrein 21,17
97 Kenya 21,25
98 Moldova 21,38
99 Guinea 21,50
- Honduras 21,50
101 Guatemala 22,64
102 Armenia 22,75
- Turkey 22,75
104 Maldives 23,25
105 Mauritania 23,88
106 Tajikistan 25,50
107 Uganda 26,00
108 Peru 26,25
109 Côte d’Ivoire 26,50
110 Gabon 26,75
111 Indonesia 27,00
- Kyrgyzstan 27,00
113 Venezuela 27,33
114 Sierra Leone 27,75
115 Bolivia 28,20
116 Angola 29,50
- Lesotho 29,50
118 India 30,00
119 United States of America (extra-territorial) 31,00
120 Georgia 31,25
121 Algeria 31,33
122 Morocco 32,25
123 Oman 32,67
124 Thailand 34,50
125 Kazakhstan 35,33
126 Cambodia 35,50
- Colombia 35,50
128 Jordan 36,00
129 Cameroon 36,90
130 Niger 37,00
131 Nigeria 37,75
132 Malaysia 39,50
133 Chad 41,25
134 Djibouti 41,50
135 Sudan 42,00
136 Bangladesh 42,70
137 Gambia 42,75
138 Nepal 43,25
139 Philippines 45,00
140 Mexico 46,13
141 Russia 47,50
142 Ethiopia 47,75
143 Tunisia 48,10
144 Singapore 49,00
145 Rwanda 50,00
146 Egypt 50,25
147 Swaziland 50,50
148 Democratic Republic of Congo 51,25
149 Israel (extra-territorial) 51,50
150 Azerbaijan 53,63
151 Zimbabwe 54,00
152 Pakistan 54,88
153 Somalia 58,00
154 Belarus 58,33
155 Yemen 59,00
156 Afghanistan 59,25
- Equatorial Guinea 59,25
158 Iraq 59,38
159 Syria 59,63
160 Libya 61,50
161 Saudi Arabia 61,75
162 Uzbekistan 62,70
163 Palestinian Territories 66,88
164 Laos 70,00
165 Sri Lanka 78,00
166 Iran 80,33
167 China 85,50
168 Vietnam 86,17
169 Cuba 88,33
170 Burma 94,38
171 Turkmenistan 95,50
172 North Korea 96,50
173 Eritrea 97,50
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Roma, 58 denunce per affitti in nero a immigrati

Operazione della Guardia di Finanza. Evasi 7 milioni di euro.

ROMA, 25 ottobre 2008 - Oltre sette milioni di euro evasi al fisco, 200 cittadini extracomunitari trovati sprovvisti di permesso di soggiorno e 58 proprietari di casa denunciati.

Queste le cifre dell'operazione "Black Rent 2", presentate dal comandante provinciale della Guardia di finanza di Roma, Andrea De Gennaro e dal comandante il I gruppo della Gdf, Massimiliano Mora.

Il progetto, giunto al suo secondo anno, è rivolto a contrastare il fenomeno degli affitti in nero ai cittadini extracomunitari che vivono a Roma.

Nel corso dell'indagine, durata un anno, sono stati effettuati 258 controlli in tutta l'area metropolitana della capitale. Sei gli immobili sequestrati: le Fiamme gialle si sono spesso imbattute in situazioni di vita estreme.

"Una singola stanza o posto letto erano affittati ad un prezzo che variava dai 500 agli 800 euro mensili - ha spiegato Mora -. Un appartamento, nel quale erano alloggiati anche sette extracomunitari, spesso in condizioni igieniche drammatiche, fruttava al proprietario una somma che andava dai 4.200 euro ai 6.300 euro al mese".

I proprietari di casa, tutti italiani, sono stati denunciati per favoreggiamento all'immigrazione clandestina.

fonte http://www.stranieriinitalia.it/
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martedì 21 ottobre 2008

Immigrazione, il processo deve essere positivo per tutti

di Antonio Golini
ROMA (16 ottobre) - Il dato è certamente di rilievo straordinario e impone una riflessione profonda sul fenomeno dell’immigrazione straniera e sulla sua dinamica. Gli immigrati regolari che si sono iscritti all’anagrafe sono aumentati nel 2007 di 494 mila unità, per effetto di 515 mila arrivi e 20 mila partenze, un numero eccezionale considerato da un lato che nello stesso anno i nati da almeno un genitore italiano sono stati 500 mila e dall’altro che agli immigrati appena citati bisogna aggiungere quelli che nel nostro Paese sono arrivati in condizione irregolare o addirittura clandestina.

C’è subito da dire, a evitare equivoci, che l’immigrazione straniera è per il nostro Paese necessaria e conveniente. Senza gli immigrati, vari settori economici della produzione di beni e servizi sarebbero in affanno o addirittura in grave difficoltà, con pesante penalizzazione dell’economia del nostro Paese e della sua ricchezza prodotta. Si pensi per esempio, nei servizi, alla diffusissima e insostituibile presenza di infermiere nei nostri ospedali o di colf e di badanti nelle nostre famiglie; nella produzione di beni si pensi al contributo dato in agricoltura, nella pesca e nell’industria.

Non solo, ma gli immigrati stanno diventando sempre più spesso imprenditori che anche per questa via alimentano la crescita economica e dell’occupazione, finanche italiana. E ancora: si stringono più stretti rapporti culturali, sociali ed economici con i Paesi di origine favorendo con essi anche scambi commerciali e quindi importazioni ed esportazioni. Ecco perché si diceva che gli immigrati sono per il nostro Paese necessari e convenienti. E per di più diamo un’opportunità di vita, attuale e prospettiva, a loro e ai loro figli.

Detto questo però, si tratta di stabilire quanti immigrati possono essere accolti nel nostro Paese in maniera da garantire una pacifica e fruttuosa convivenza con la popolazione italiana. Negli ultimi cinque anni si è avuta una media di circa 360 mila immigrati regolari l’anno. Se si fa riferimento all’integrazione economica si trova che questa è largamente soddisfacente, almeno per gli immigrati regolari che trovano un’occupazione più o meno accettabile, anche alla luce delle considerazioni fatte sopra.

Se si fa riferimento all’integrazione logistica, il quadro è già meno positivo, per il fatto che le abitazioni non sono sufficienti e soggette anche a fortissime speculazioni di avidi proprietari, mentre tutti gli immigrati, come peraltro tutti gli italiani, compresi gli irregolari e i clandestini devono pure abitare da qualche parte e lo sottolineava anche un grosso imprenditore immobiliare romano nei giorni scorsi e contemporaneamente anche le scuole hanno problemi per una crescita scolastica velocissima e assai articolata per la presenza di oltre 200 etnie diverse.

Se infine si fa riferimento alla integrazione sociale, culturale e psicologica, il quadro presenta vari lati oscuri per una crescente xenofobia che sembra sfociare in qualche caso in episodi di vero e proprio razzismo; il fatto è che gli immigrati costituiscono un “trapianto” nel corpo sociale e per non avere rigetto bisogna che si dia tempo all’organismo per accomunarsi con i nuovi arrivati. Ecco perché la velocità di afflusso non deve essere “eccessiva”.
E certamente d’altra parte uno sforzo maggiore deve essere fatto dai governi centrali e locali per una corretta politica di integrazione che negli ultimi anni è parzialmente mancata, presi come siamo stati e siamo dall’emergenza degli sbarchi a Lampedusa e degli altri arrivi irregolari e clandestini.

Forse non ci siamo presi abbastanza cura della popolazione straniera residente già da molti anni in Italia e che al di là della cittadinanza si sente largamente integrata per condizione e stile di vita. A me pare mortificante che il Governo rumeno faccia sulla nostra televisione degli spot e pubblichi intere pagine di giornali per invitare noi a giudicare un popolo guardando alle persone che lavorano e che vivono positivamente nel nostro Paese; agli altri deve pensare la polizia e l’autorità giudiziaria.

Forse una campagna del genere sarebbe stata più opportuna se promossa e fatta da noi con riferimento a tutti gli immigrati, anche perché il fenomeno migratorio viene caricato di percezioni e atteggiamenti che attingono al profondo della sensibilità delle persone e del loro rapporto con il territorio in cui vivono. E questa è ancora una ragione in più per avere flussi dalla entità gestibile sotto tutti i punti di vista.

Per le esigenze del mercato del lavoro non si può che puntare anche su un’immigrazione temporanea e rotatoria da attuarsi con accordi bilaterali con i Paesi di origine, fra l’altro per non svuotarli di capitale umano faticosamente e onerosamente allevato. Anche in sede internazionale, in particolare nelle Nazioni Unite, ci si muove in questa direzione perché le migrazioni diventino un processo “win-win”, cioè positivo per tutti, tanto per i Paesi di destinazione quanto per quelli di origine.


fonte : http://www.ilmessaggero.it/
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