ROMA - La Commissione europea ha deciso di portare l'Italia e la Polonia davanti alla Corte di giustizia per non aver comunicato a Bruxelles le misure prese per mettere in atto la direttiva sulla libera circolazione dei lavoratori bulgari e romeni dopo l'adesione dei loro paesi all'Unione europea. Lo rende noto lo stesso esecutivo europeo.
L'accusa mossa da Bruxelles contro l'Italia, dunque, è quella della mancata attuazione della direttiva comunitaria 2006/100/CE sulla libera circolazione delle persone specificamente nel settore del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali. La direttiva prevede tutta una serie di adattamenti tecnici alle norme sulle qualifiche professionali, in seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania all'Unione europea avvenuta il primo gennaio 2007. E, come si legge in una nota della Commissione Ue, "aggiorna tra l'altro tutti gli elenchi delle qualifiche che godono di riconoscimento automatico, completandoli con le corrispondenti qualifiche bulgare e romene".
Ora, sottolinea l'esecutivo europeo, "il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il primo gennaio 2007. Ma in Italia e in Polonia non sono ancora in vigore tutte le disposizioni necessarie. E in assenza di recepimento della direttiva - si spiega - i professionisti in possesso di una qualifica bulgara o romena rischiano di dover subire procedure burocratiche lente e non necessarie per poter esercitare il diritto a prestare la loro attività ovunque nell'Unione europea. E i potenziali utilizzatori dei servizi di questi professionisti potrebbero essere privati dell'opportunità di valersi delle loro competenze".
Il dipartimento delle Politiche comunitarie ed il ministero degli Esteri hanno rendono noto che la questione è stata sanata mercoledì con la definitiva conversione in legge del cosiddetto decreto "salva infrazioni". Il provvedimento legislativo prevede infatti, riferisce una nota, all'articolo 8 ter l'aggiornamento degli elenchi delle qualifiche professionali che godono di riconoscimento automatico in materia di libera circolazione, completandoli con le corrispondenti qualifiche professionali bulgare e romene. La Commissione è stata informata che il provvedimento legislativo sarà notificato nei prossimi giorni non appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.
(ANSA/ADNKRONOS)
(6 giugno 2008)
fonte:http://temi.repubblica.it
L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..
venerdì 6 giugno 2008
martedì 3 giugno 2008
Intervento della comunità albanese a difesa degli immigrati a Pigneto
Intervento del rappresentante della comunità albanese sulla situazione immigrati asiatici a Pigneto
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Bankitalia: gli immigrati sempre più protagonisti nell’economia italiana.
3 giugno 2008
Bankitalia: gli immigrati sempre più protagonisti nell’economia italiana.
La relazione annuale della Banca Centrale evidenzia l’aumento degli occupati stranieri e l’incremento dei flussi monetari inviati come rimesse. 5,8 miliardi di rimesse con un incremento del 35% rispetto al 2006.
L’incremento dell’occupazione in Italia nel corso del 2007, il più basso del secolo, è dovuto in gran parte ai lavoratori stranieri. Il dato è contenuto nella relazione annuale della Banca d’Italia che il governatore Mario Draghi ha illustrato lo scorso 30 maggio.
Secondo i dati dell’istituto, il mercato del lavoro ha avuto un incremento medio di addetti di circa l’1% e gli stranieri hanno rappresentato il 65% di questa nuova occupazione, così che la loro incidenza sul totale dei lavoratori è passata dal 5,9% al 6,4%.
Sono le regioni del centro nord ad ospitare il maggior numero di lavoratori immigrati, “nei settori alberghiero e della ristorazione, delle costruzioni e dei servizi alle famiglie, dove - si legge nella relazione - ricoprono le occupazioni con i livelli retributivi più bassi”.
L’occupazione straniera in Italia si caratterizza, secondo Bankitalia, per l’altissima occupazione: “contrariamente a quanto avviene nei Paesi europei con una tradizione consolidata di immigrazione - riporta la Relazione - in Italia gli stranieri residenti si caratterizzano per tassi di occupazione superiori a quelli dei cittadini italiani: nel 2007 83,3% per gli uomini, contro il 69,9% per gli italiani; 51,3% per le donne, 46,3% le italiane”. Una occupazione che, contrariamente a quella italiana molto accentata nel lavoro autonomo e nella microimprenditorialità, è più diffusa nel lavoro dipendente. Infatti, nel corso dell’ultimo decennio, l'incidenza degli immigrati nel lavoro autonomo si è progressivamente ridotta dal 29,1% del 1997 al 26,1% dello scorso anno.
Immigrati che tornano a far parlare di loro il governatore Mario Draghi quando illustra i dati sui trasferimento di capitale. Nel corso del 2007 il “disavanzo delle partire correnti dei trasferimenti tra privati” è aumentato da 3,6 a 5,8 miliardi di euro e questo per “l’incremento delle rimesse inviate dai cittadini immigrati”. Secondo la Banca Centrale si tratta di “una crescita perdurante, che fino ai primi anni dello scorso decennio si attestava su importi esigui (1,2 miliardi di euro nel 2003)”.
5,8 miliardi di euro quindi l’ammontare delle rimesse nel 2007 degli immigrati residenti in Italia con una crescita del 33,5% rispetto all’anno precedente. I dati confermano tra i principali paesi destinatari dei flussi la Cina, la Romania, le Filippine e il Marocco.
(Alberto Colaiacomo)
fonte:http://immigrazioneoggi.it/
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Bankitalia: gli immigrati sempre più protagonisti nell’economia italiana.
La relazione annuale della Banca Centrale evidenzia l’aumento degli occupati stranieri e l’incremento dei flussi monetari inviati come rimesse. 5,8 miliardi di rimesse con un incremento del 35% rispetto al 2006.
L’incremento dell’occupazione in Italia nel corso del 2007, il più basso del secolo, è dovuto in gran parte ai lavoratori stranieri. Il dato è contenuto nella relazione annuale della Banca d’Italia che il governatore Mario Draghi ha illustrato lo scorso 30 maggio.
Secondo i dati dell’istituto, il mercato del lavoro ha avuto un incremento medio di addetti di circa l’1% e gli stranieri hanno rappresentato il 65% di questa nuova occupazione, così che la loro incidenza sul totale dei lavoratori è passata dal 5,9% al 6,4%.
Sono le regioni del centro nord ad ospitare il maggior numero di lavoratori immigrati, “nei settori alberghiero e della ristorazione, delle costruzioni e dei servizi alle famiglie, dove - si legge nella relazione - ricoprono le occupazioni con i livelli retributivi più bassi”.
L’occupazione straniera in Italia si caratterizza, secondo Bankitalia, per l’altissima occupazione: “contrariamente a quanto avviene nei Paesi europei con una tradizione consolidata di immigrazione - riporta la Relazione - in Italia gli stranieri residenti si caratterizzano per tassi di occupazione superiori a quelli dei cittadini italiani: nel 2007 83,3% per gli uomini, contro il 69,9% per gli italiani; 51,3% per le donne, 46,3% le italiane”. Una occupazione che, contrariamente a quella italiana molto accentata nel lavoro autonomo e nella microimprenditorialità, è più diffusa nel lavoro dipendente. Infatti, nel corso dell’ultimo decennio, l'incidenza degli immigrati nel lavoro autonomo si è progressivamente ridotta dal 29,1% del 1997 al 26,1% dello scorso anno.
Immigrati che tornano a far parlare di loro il governatore Mario Draghi quando illustra i dati sui trasferimento di capitale. Nel corso del 2007 il “disavanzo delle partire correnti dei trasferimenti tra privati” è aumentato da 3,6 a 5,8 miliardi di euro e questo per “l’incremento delle rimesse inviate dai cittadini immigrati”. Secondo la Banca Centrale si tratta di “una crescita perdurante, che fino ai primi anni dello scorso decennio si attestava su importi esigui (1,2 miliardi di euro nel 2003)”.
5,8 miliardi di euro quindi l’ammontare delle rimesse nel 2007 degli immigrati residenti in Italia con una crescita del 33,5% rispetto all’anno precedente. I dati confermano tra i principali paesi destinatari dei flussi la Cina, la Romania, le Filippine e il Marocco.
(Alberto Colaiacomo)
fonte:http://immigrazioneoggi.it/
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