L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

lunedì 15 dicembre 2008

Se il clandestino pulisce casa al ministro

Scandalo negli Usa. La villa del titolare dell’Homeland Security era curata da immigrati irregolari

Roma – 12 dicembre 2008 - Immaginate Roberto Maroni che affida la sua casa a una colf senza permesso di soggiorno? Negli U.S.A., “the place where all things are possible”, è successo qualcosa di molto simile.


La pulizia della villa a Washington D.C. di Michael Chertoff, il ministro statunitense per la Sicurezza nazionale, è stata curata negli ultimi tre anni da una ditta che impiegava una decina di irregolari. La cosa buffa è che a scoprirlo sono stati proprio gli investigatori di un’agenzia dell’Homeland Security, sguinzagliati a caccia di clandestini.


“La ditta di pulizie aveva assicurato ai Chertoff che tutti i lavoratori erano in regola” si è affrettato a spiegare il portavoce del ministro. “A me avevano fatto vedere dei documenti, che ne potevo sapere che erano falsi?” si è giustificato il titolare, James Reid, rilanciando: “Dovrebbe essere proprio l’ Homeland Security a evitare che accadano cose simili”.


Possibile che i clandestini abbiano ingannato il loro datore di lavoro e di conseguenza anche il ministro, straordinario che siano riusciti a sfuggire all’occhio lungo dei servizi segreti. A casa del titolare dell’Homeland Security non entra nemmeno un alito di vento senza l’ok dell’ Intelligence Service, ma a quanto pare gli 007 si sono preoccupati solo di verificare che i lavoratori non fossero pericolosi terroristi, senza badare al permesso di soggiorno.


Di sicuro, passeranno alla Storia le parole pronunciate dallo stesso Chertoff il 23 ottobre scorso. In un discorso sull’immigrazione, il ministro lanciò un appello: “Dobbiamo esser certi che casa nostra sia a posto”. Parlava degli Usa in generale o della villa a Washington D.C.?

Elvio Pasca


fonte http://www.stranieriinitalia.it/attualita-se_il_clandestino_pulisce_casa_al_ministro_6733.html
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6 commenti:

  1. se accadese in italia.

    La lega perderebbe credibilità.

    infatti è troppo rigido per queste cose.
    Infatti nella zona della padania tutti i lavoratori sono in regola.

    padania libera

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  2. ma dai..come si fa a dire che al nod tutti gli immigrati sono in regola.


    non sono in regola gli italiani.

    poi quale padania libera.??

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  3. Il convegno - Aumentano in Bergamasca i cittadini stranieri che provengono dall’Europa dell’Est e dall’Asia, in testa romeni, seguiti da indiani, ucraini e pakistani, fatto che si riflette anche nel lavoro regolare se la maggior parte delle collaboratrici domestiche (23%) e delle badanti (54%) viene dall’Ucraina, mentre la maggior parte degli autotrasportatori è originario della Romania (25%).
    Nuovi immigrati, è boom di romeni e ucraini


    Nuovi immigrati, è boom di romeni e ucraini



    Aumentano in Bergamasca i cittadini stranieri che provengono dall’Europa dell’Est e dall’Asia, in testa romeni (circa 10mila, +68%), seguiti da indiani (5.544, +14%), ucraini (2.458, +18%) e pakistani (quasi 2mila, +1%), con una diminuzione degli arrivi dalla Bolivia, una delle comunità più presenti nella nostra provincia. Fatto che si riflette anche nel lavoro regolare se la maggior parte delle collaboratrici domestiche (23%) e delle badanti (54%) viene dall’Ucraina, mentre la maggior parte degli autotrasportatori è originario della Romania (25%). Con un tasso di irregolarità che nel caso dei romeni è pari a zero, mentre sale per i boliviani (+22%), gli ecuadoregni (+17%), i senegalesi (+16%), i nigeriani (+15%), e gli ucraini (+14%).
    Questo secondo i dati del luglio 2007 del “Sesto rapporto sull’immigrazione straniera nella provincia di Bergamo” a cura dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multi etnicità, presentati durante il convegno “Immigrazione: numeri e strumenti per l’integrazione” organizzato dal settore Politiche sociali della Provincia di Bergamo, svoltosi lunedì 15 dicembre. Con la Bergamasca che si conferma la terza provincia dopo Milano e Brescia per numero di immigrati: nel 2007 infatti se ne registrano 89.451 (di cui il 44,7% donne, mentre il 25,8% uomini), con un incremento rispetto all’anno precedente del 14.4% e una diminuzione rispetto agli anni precedenti degli irregolari che dai 14mila del 2006 sono scesi a 10.700 nel 2007.
    La parola d’ordine è favorire l’integrazione ed è per questo che la Provincia ha promosso gli sportelli immigrazione, attività che ha preso il via nel 2002 e che si è sviluppata per rispondere ai bisogni dei cittadini extracomunitari. Un’altra delle iniziative avviate recentemente è quella dell’”Italia più facile”, “un vero e proprio laboratorio di integrazione”, come lo ha definito la responsabile del Centro risorse interculturali della zona di Zingonia, Lea Cattaneo. Un servizio dedicato agli stranieri “che vada oltre il cosiddetto front office e che punta sul condividere informazioni all’interno di un gruppo, che spaziano dalle informazioni sui servizi comunali, negli ambiti sociali e allogiativi, sanitari e scolastici”, ha detto Cattaneo. Per chi vuole partecipare l’appuntamento è il martedì sera dalle 8 alle 10 alla sede del Centro risorse di Verdellino in via Oleandri 27. Servizio che si va ad aggiungere a quello svolto in alcuni condomini nell’area di Zingonia (come ad esempio il condominio Anna di Ciserano), dove vengono proposti agli stranieri incontri che hanno l’obiettivo di favorire l’aggregazione e illustrare agli stranieri le norme all’interno di un condominio, vedi la raccolta differenziata e la tassa sui rifiuti. E nello stesso condominio sarà offerto un supporto gratuito in particolare ai bambini stranieri nello svolgere i compiti di scuola. Un servizio che prenderà il via durante le vacanze di Natale per poi proseguire il prossimo anno, “in una delle zone più difficili per problemi di degrado – ha sottolineato Cattaneo - spaccio di droga e prostituzione in testa”.

    Lunedi 15 Dicembre 2008
    fonte http://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=5157

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  4. Leggetevi questo commento in Reggio Emilia....

    Clandestini sfruttati nei cantieri,
    arrestati 4 "schiavisti" reggiani


    REGGIO EMILIA, 15 DICEMBRE - Rifornivano i cantieri del Nord Italia di lavoratori clandestini, che venivano pagati con stipendi da fame, anche meno di due euro all’ora, e costretti a turni fino a 18 ore al giorno. L’organizzazione criminale aveva la sua base a Reggio Emilia e operava in tutta l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Liguria, il Piemonte e la Toscana.

    Ai muratori venivano promessi il permesso di soggiorno e un’assunzione regolare, ma tutto quello che ricevano erano documenti falsi per evitare i controlli: documenti che tra l’altro dovevano pagare a caro prezzo. Come alloggio gli immigrati avevano case fatiscenti, spesso senza riscaldamento: i materassi non erano mai sufficienti e per dormire dovevano fare i turni. Ai lavoratori non erano consentito di assentarsi nemmeno quando restavano vittime di gravi infortuni.

    Chi si lamentava veniva minacciato e per fare pressioni gli aguzzini non esitavano a promettere ritorsioni anche sui famigliari. La banda contava sul fatto che i clandestini sono persone con pochi diritti e difficilmente denunciano gli abusi di cui restano vittime.

    I carabinieri di San Polo, a seguito dell’indagine coordinata dal pm Valentina Salvi, hanno arrestato Giovanni Freno, 41 anni, nato a Corigliano Calabro e residente a Reggio Emilia; Marco Pozza, 53 anni, imprenditore, residente a Reggio Emilia; Federico Pozza, 26 anni, residente a Reggio Emilia, imprenditore, Victor Boldisor, 42 anni, capo cantiere residente a Cadelbosco Sopra.

    I quattro sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’introduzione e alla permanenza di cittadini clandestini sul territorio nazionale, falsificazione di permessi di soggiorno, estorsione e impiego di manodopera clandestina.

    L’indagine dei carabinieri era scattata un anno fa quando a San Polo erano stati trovati documenti e sigilli dello Stato contraffatti e quattro extracomunitari erano stati arrestati. In questi mesi i lavoratori sfruttati hanno trovato l’appoggio del centro sociale Aq16 e l’assistenza dell’avvocato Vainer Burani. Anche i sindacati si sono occupati del caso.

    Alcuni dei quattro indagati erano già stati protagonisti di vicende finite sui giornali. Marco Pozza, ad esempio, era stato affrontato nel febbraio 2008 da un gruppo di muratori che chiedeva lo stipendio e lui in quella occasione aveva detto di essere a sua volta un dipendente che non era stato pagato. La manifestazione di protesta era stata appoggiata dall'associazione Città Migrante.
    15/12/2008
    fonte


    http://www.parmaok.it/parmaok/cronaca/reggio_emilia_cantieri_immigrati_31512080.html

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    Risposte
    1. In questo articolo il vostro blogger scrive che il Sig. Giovanni Freno (nostro cliente) è stato imprigionato per aver schiavizzato i suoi operai: Ciò è assolutamente falso in quanto il nostro assistito Sig. Giovanni Freno non fu MAI processato. Vi preghiamo quindi di cancellare l'articolo. Ringraziamo anticipatamente Patrizia D'Agostino Studio legale in Roma

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    2. Avrei bisogno di parlare con il responsabile del vostro blog , per chiarire la situazione del vostro articolo in cui si parla del mio cliente Sig. Giovanni Freno, nel quale si scrive che è stato arrestato, cosa assolutamente non vera. Dott.ssa Patrizia D'Agostino Studio legale patrizia.dago@libero.it

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