L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

venerdì 22 febbraio 2008

Ue a sindaco Verona: basta discriminazioni contro immigrati

Il commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza Franco Frattini ha 'richiamato all'ordine' il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, sulla discriminazione che il suo Comune opera nei confronti dei cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari) regolarmente residenti, con le nuove norme di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare. Le nuove norme prevedono che venga assegnato un punteggio maggiore, per ottenere gli alloggi, a chi è residente da 10 o da 20 anni. Frattini ha risposto in aula, durante il question time della sessione plenaria dell'Europarlamento, ieri a Strasburgo, a un'interrogazione scritta di un gruppo di deputati europei dei vari partiti del centrosinistra, tra cui Donata Gottardi, eletta in Veneto. Frattini ha ricordato che le direttive comunitarie stabiliscono che "tutti i cittadini che risiedono nel territorio di uno stato membro godono di pari trattamento rispetto ai cittadini di tale stato", con estensione del beneficio ai familari. "Il commissario Frattini, inevitabilmente, ha anche richiamato che le stesse direttive impediscono qualsiasi discriminazione in base alla nazionalità nell'accesso ai benefici sociali, come ad esempio gli alloggi popolari", ha osservato Donata Gottardi in una nota. "Poiché ora la Commissione dovrà contattare le autorità italiane, proprio al fine di ricevere maggiori informazioni sulla questione e sull'osservanza delle direttive europee, spero proprio che il Comune di Verona intervenga prontamente per cancellare queste odiose discriminazioni".

fonte http://www.aduc.it/dyn/immigrazione
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mercoledì 20 febbraio 2008

Immigrazione - Numeri triplicati nel mondo in 40 anni

Lo rivela un rapporto Ocse, presentato oggi a Parigi, che ha tentato di realizzare un «profilo della popolazione immigrata nel 21/mo secolo», che segnala come come il rapporto tra immigrazione e sviluppo economico si sia intensificato e sia cresciuto di importanza

PARIGI – La popolazione immigrata nei paesi dell’Ocse è più che triplicata a partire dagli anni Sessanta ad oggi, arrivando ad un totale di oltre 75 milioni di persone, in leggera prevalenza donne (51,1%). Lo rivela un rapporto Ocse, presentato oggi a Parigi, che ha tentato di realizzare un «profilo della popolazione immigrata nel 21/mo secolo», che segnala come come il rapporto tra immigrazione e sviluppo economico si sia intensificato e sia cresciuto di importanza. I dati del rapporto Dioc (Database on immigrants in Ocse) riguardano trenta paesi, la maggior parte europei, ma anche i tre Nord americani, gli asiatici Giappone, Corea e Turchia, Australia e Nuova Zelanda.

- ITALIANI POPOLO DI MIGRANTI: Gli italiani, assieme ai tedeschi e ai turchi, occupano la top five delle popolazioni di area europea che immigrano di più negli altri paesi dell’Ocse. Lo rivela il rapporto dell’Ocse, presentato oggi a Parigi, sull'immigrazione nei paesi Ocse dagli anni sessanta a oggi.
Nei due terzi dei paesi dell’Ocse, gli immigrati provenienti dall’area Ocse rappresentano il 40% o più degli immigrati.

- NATI ALL'ESTERO: Il 7,5% della popolazione dei paesi dell’Ocse è nato in un paese diverso da quello in cui ora risiede. Il 4,4% non ha assunto la nazionalità del paese che lo ospita. Nel caso dell’Italia, i nati all’estero corrispondono al 4% degli abitanti e provengono per lo più dalla Svizzera, dall’ex Jugoslavia, dalla Germania, dal Marocco e dall’Albania. In generale il 51,1% (in Italia il 54,4%) degli immigrati nei paesi Ocse è donna e la maggior parte di coloro che lasciano la madrepatria ha tra i 25 e i 64 anni (in Italia sono il 65,2% degli immigrati).

- IMMIGRATI HANNO ISTRUZIONE SUPERIORE: Il 23,6% degli immigrati ha conseguito il diploma di laurea. Il dato supera di alcune unità quello degli indigeni, fermo al 19,1%. È molto alto, però il numero degli immigrati che svolge un lavoro al di sotto della qualifica scolastica ottenuta in madrepatria.

- IMMIGRATI E LAVORO: Il 62,3% degli immigrati, tra i 15 e i 64 anni, ha un lavoro. Ciononostante la disoccupazione degli immigrati rimane un problema aperto, soprattutto in alcuni paesi europei. Il 28,2% degli immigrati è impiegato nell’agricoltura o nell’industria, il 12,4% in servizi di produzione, il 20% in servizi di distribuzione e il 39,3% nei servizi sociali o per la persona.

- A USA PRIMATO PER NUMERO IMMIGRATI. Negli Stati Uniti vivono 31,4 milioni di immigrati. Segue la Germania con circa 8 milioni, la Francia con 5,6. I dati Ocse fanno riferimento però all’inizio degli anni 2000, quando l’Italia, che oggi si avvicina a quota quattro milioni di immigrati, ne contava poco più che la metà.

20/2/2008
www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
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Scuola: studenti di origine straniera penalizzati nelle scuole superiori dei Paesi Ue.

20 febbraio 2008

Scuola: studenti di origine straniera penalizzati nelle scuole superiori dei Paesi Ue.
Indagine del British Council su 50 scuole europee.


Non importa se sono studenti stranieri di prima o seconda generazione: sono loro i più penalizzati dalle scuole superiori europee. Hanno probabilità tre volte maggiore degli altri di abbandonare la scuola, meno speranze di trovare subito un lavoro e presentano lacune rispetto alla media degli studenti.
Lo rivela un’indagine che il British Council sta svolgendo tra gli studenti stranieri di età compresa tra i 14 ed i 16 anni in 50 scuole superiori europee. L’indagine, anticipata ieri, verrà pubblicata alla fine del mese nell’ambito di un progetto di formazione svolto dall’istituto britannico.
Per il 50% dei ragazzi intervistati le difficoltà maggiori si hanno nella matematica, soprattutto se si tratta di immigrati di prima generazione. Nei paesi di lingua francofona invece, i problemi riguardano la lettura e coinvolgono un ragazzo su cinque. Molti, quasi uno su tre, è in ritardo di almeno un anno scolastico.
Tra i motivi, secondo i ragazzi, vi è quello della lingua “vista come una barriera verso i coetanei” e il colore della pelle.
(Al. Col.)
http://immigrazioneoggi.it/
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