L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

sabato 23 luglio 2011

Il killer che sogna l'Europa bianca e odia gli immigrati

Un documento di 1500 pagine postato su Facebook da Anders Behring Breivik prima degli attacchi di Oslo. S'intitola "Dichiarazione Europea d'Indipendenza". Un documento farneticante per la purezza di razza, per la liberazione dall'Europa dagli immigrati, specialmente i Musulmani.

Anders Behring Breivik è un fanatico iscritto al forum neonazista Nordisk che scrive messaggi per rilanciare «il potere della razza ariana bianca» in un Paese «invaso dagli immigrati» e elaborava strategie per ribaltare la democrazia.

Ha fatto la strage più grande che la Norvegia abbia mai avuto.


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sabato 2 luglio 2011

Nell'aereo del 20 giugno caduto a Mosca c'erano 3 esperti di nucleare che lavoravano in Iran


L’incidente aereo del 20 giugno scorso a nord di Mosca oltre a portarsi via la vita di 45 persone, ha provocato il decesso di tre esponenti di spicco dell’industria nucleare mondiale: Sergey Ryzhov (52 anni), Gennady Banuyk (65) e Nikolay Trunov (52). I tre sono anche quelli che hanno venduto e costruito per conto della società russa Okb Gidropress, almeno un reattore nucleare, alla repubblica islamica iraniana. E hanno anche ripristinato (quasi) i software dell’impianto di Bushehr, dopo l’attacco informatico di “Stuxnet” Ed è qui che le voci, prima fatte circolare a bassa voce, si sono fatte via via più insistenti. Dicevano e dicono , quelle voci che ci sarebbe lo zampino , indovinate di chi ??? ma del Mossad, naturalmente!!!! L’obiettivo? Eliminare gli scienziati che potrebbero permettere una ulteriore proliferazione del nucleare in Iran. Il tutto, va detto, senza avere la benché minima prova sul coinvolgimento israeliano. (La tecnica, a pensarci bene, non sarebbe nemmeno così originale. Basti pensare a quanto è stato fatto dopo Monaco 1972: in quell’occasione il Mossad "scovò" tutti quelli coinvolti nel rapimento e nell’uccisione degli atleti israeliani che si trovavano in Germania per le Olimpiadi di atletica) che la terra sia lieve per questi 3 scienziati che avevano messo la loro capacità per fini e scopi distruttivi !
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giovedì 23 giugno 2011

Razzismo in Russia: a Roberto Carlos gli tirano le banane


Banana in campo a Roberto Carlos, lui dice addio


Giovedi 23 Giugno 2011 ore 20:08
Serie A e B
«Spero che l´uomo che mi ha lanciato quella banana non metta mai più piede in uno stadio». Ma, ironia della sorte, lo stesso destino potrebbe toccare a lui. Perchè Roberto Carlos ne ha abbastanza di subire e forse smetterà di giocare. Difficile per il difensore brasiliano metabolizzare l´amarezza di quel gesto razzista che, mercoledì sera, l´ha visto incolpevole vittima nei minuti finali di una partita a Samara (Russia, regione del Volga) tra la sua squadra, l´Anzhi Makhachkala, e la formazione locale. E non per la prima volta. Nel marzo scorso un sedicente tifoso, a San Pietroburgo, gli aveva agitato davanti alla faccia lo stesso frutto, prima dell´inizio della partita tra il Makhachkala e lo Zenit, allenato da Luciano Spalletti. Roberto Carlos - 38 anni, ex di Inter e Real Madrid - ha lasciato il campo visibilmente sconvolto, andandosi a sedere in panchina, il volto coperto da un asciugano per nascondere le lacrime di rabbia e frustrazione. Un dolore profondo, che gli ha tolto la voglia di continuare a fare il suo mestiere, come ha confessato al quotidiano Sport Express: «Sono indignato dal comportamento di questo personaggio, che non ha offeso solo me, ma tutti quelli che erano in campo. Mi ha tolto la voglia di giocare. Spero che la Federcalcio russa, la Uefa e la Fifa valutino con la giusta severità quello che è successo. Gesti del genere, nei Paesi civili, non vengono tollerati». «Non è stato un atto d´impulso ma consapevole e premeditato - ha sottolineato ancora il brasiliano -. Sono uscito perchè fosse data la giusta attenzione a quello che è successo e perchè siano prese le misure necessarie: i tifosi devono andare allo stadio per divertirsi, ma rispettando i giocatori». Sergei Fursenko, presidente della Federcalcio russa, ha promesso la mano pesante: «Risolveremo questo problema e puniremo severamente i colpevoli, dobbiamo lottare contro il razzismo con azioni decise». Il club di Samara ha presentato le sue scuse, promettendo di «fare tutto il possibile per trovare e punire il mascalzone che ha insultato questo calciatore meraviglioso e rispettato». La polizia ha peraltro giudicato improbabile che l´autore del gesto possa essere perseguito. «Cerchiamo di identificarlo, spinti dall´indignazione della società, ma nessuna responsabilità legale è contemplata per lancio di banane o altri oggetti sul terreno», ha ammesso un portavoce. L´episodio ricorda quanto accaduto a Mario Balotelli, però fuori dal campo. Nel giugno 2009 l´ex interista si trovava a Roma, zona Ponte Milvio, quando fu contestato da un gruppo di tifosi della Roma: sfottò e cori, conditi dal lancio di due banane. Come Roberto Carlos, lasciando il terreno di gioco, aveva reagito l´ivoriano Marc Zoro, durante un Messina-Inter del novembre 2005. E mentre fischi ed insulti piovevano dagli spalti, lui s´era pure portato via il pallone. Solo l´intervento di Martins e Adriano era riuscito a calmarlo.
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