L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI..

domenica 20 giugno 2010

Stranieri come schiavi in Emilia-R.,italiano 74% sfruttatori

Stranieri come schiavi in Emilia-R.,italiano 74% sfruttatori
Dati diffusi da Regione che lancia campagna di sensibilizzazione
(ANSA) - BOLOGNA, 17 GIU - Dal 2007 in Emilia-Romagna gli stranieri sfruttati sul lavoro che hanno usufruito del programma di protezione sociale (art.18 dlgs 286/98) sono stati 173. In 128 casi (il 74%) gli sfruttatori erano italiani. In altri 4, italiani in sodalizio con stranieri. I dati del progetto 'Oltre la strada' sono stati diffusi dall'assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi. Il numero verde multilingue per le denuncie 800.290290 e' attivo h24. In arrivo una nuova campagna di sensibilizzazione con spot radio e volantini. (ANSA).

fonte Ansa.it
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In Italia cinque milioni di immigrati - Istruiti come noi, guadagnano meno

Il Censis fotografa gli stranieri: sono qui in media da sette anni, uno su tre ha lavorato in nero.

TORINO
Sono poco meno di 5 milioni, vivono in Italia in media da 7 anni, hanno titoli di studio paragonabili a quelli gli italiani, uno su tre in passato ha sperimentato forme di lavoro irregolare, il 77% svolge un lavoro regolare e più di due terzi è impiegato nel settore terziario, soprattutto nei servizi e nel commercio. È la "fotografia" degli immigrati che lavorano nel nostro Paese, che emerge dall`indagine svolta da Censis, Ismu e Iprs su un campione di circa 16 mila stranieri. Una comunità sempre più numerosa, visto che il loro numero è aumentato negli ultimi quattro anni di quasi 1,6 milioni (+47,2%).

Secondo il dossier, elaborato per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a livello di studi e professionale italiani e stranieri non sono poi così distanti: il 40,6% degli immigrati, ad esempio, è diplomato o laureato, rispetto al 44,9% degli italiani. A livello lavorativo nel 32% dei casi gli stranieri hanno sperimentato in passato forme di lavoro irregolare (dato che sale al 40% al Sud) e oggi il 29% fa l’operaio, il 21% è colf o badante, il 16% lavora in alberghi e ristoranti. Nel 31% dei casi la retribuzione netta mensile non raggiunge gli 800 euro.

Più nello specifico i mestieri più ricorrenti sono addetto alla ristorazione e alle attività alberghiere (16%), assistente domiciliare (10%, ma 19% tra le donne), operaio generico nei servizi (9%), nell`industria (8,3%, ma 11,5% tra gli uomini) e nell`edilizia (8%, ma 15,3% tra gli uomini). Ci sono figure più qualificate, ma sono meno diffuse, come le professioni intellettuali (2,4%), gli operai specializzati (2,2%), i medici e paramedici (1,7%), i titolari di impresa (0,5%) e i tecnici specializzati (0,2%).

Tra i lavoratori prevalgono gli occupati a tempo indeterminato (il 49,2% del totale), mentre il 24,8% ha un impiego a tempo determinato e il 9,7% svolge un lavoro autonomo o ha un`attività imprenditoriale. L’occupazione si trova tramite passaparola (73,3% dei casi), più raramente con intermediari privati e agenzie di lavoro interinale (9%), parrocchie (6,1%) e sindacati (2,9%). Poco efficaci le inserzioni sui giornali o su Internet (2,9%) e i Centri per l’impiego (1,9%).

La metà degli immigrati che lavorano in Italia dichiara di percepire una retribuzione netta mensile compresa tra 800 e 1.200 euro: il 28% ha un salario inferiore (tra 500 e 800 euro), il 3% guadagna meno di 500 euro. Solo il 13,3% ha una retribuzione netta mensile che va da 1.200 a 1.500 euro, e appena l`1,2% guadagna più di 2.000 euro. Il requisito fondamentale per raggiungere la piena integrazione in Italia rimane la conoscenza della nostra lingua, ormai acquisita dalla maggior parte dei lavoratori immigrati: il 42,8% ne ha una conoscenza sufficiente, il 33,1% buona, l`8,9% ottima, mentre il livello di apprendimento è ancora insufficiente solo per una minoranza pari al 15,1%.

fonte Lastampa.it
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